I binari dell’eterna discordia

La Prealpina - 25/08/2017

I binari dell’eterna discordia

canton ticino (n.ant.) Ferrovia batte bus. Per ora è così o, almeno, così ha deciso Berna. Insomma, lo Stato svizzero difende i suoi investimenti e quindi i collegamenti ferroviari. Dall’opera ciclopica del tunnel più lungo al mondo con Alptransit, al mini collegamento fra Mendrisio, Stabio, Arcisate e quindi Varese e Malpensa.

Su questa tratta la polemica dura da più di otto anni, vale a dire da quando venne posta la prima pietra. In principio i problemi sui binari di confine furono avviati dai ritardi italiani. Per colpa delle terre all’arsenico che, prima dei lavori, non vennero incredibilmente trovate dagli studi preliminari, il costo per lo smaltimento di questo materiale decuplicò. Chi avrebbe dovuto pagare il conto salato? In attesa della risposta e di far saltare fuori i soldi, il cantiere si fermò due anni. E intanto gli svizzeri inauguravano la loro tratta fino a Gaggiolo, fra le risate nei confronti dello stallo italiano. Ora sul fronte tricolore, grazie soprattutto allo strenuo lavoro degli amministratori locali e la mediazione di Regione e Governo, i lavori viaggiano spediti e l’inaugurazione dovrebbe avvenire a metà dicembre. Tutto a posto? No. Nel mese scorso gli svizzeri minacciarono di togliere 2 milioni di franchi l’anno sulla collaborazione nel trasporto pubblico con la Lombardia perché nell’orario ferroviario la Regione sembrava volesse togliere il collegamento diretto Lugano-Malpensa. Tempo due giorni e Milano fece marcia indietro. Ora all’attacco ci sono gli svizzeri, che dicono stop agli autobus (una quarantina al giorno quelli con “bandiera italiana”) concorrenziali col treno. Come finirà?