Houellebecq ha scelto Varese

La Prealpina - 12/01/2022

«Nella mia vita ho passato molto più tempo a leggere che a scrivere. Ho una certa visione di ciò che mi piace come libro, di ciò che trovo piacevole come oggetto». Lo ha detto lo scorso due dicembre Michel Houellebecq, lo scrittore francese autore del best seller “Serotonina”, durante una conferenza nell’anfiteatro Richelieu della Sorbona.

Una sottolineatura non certo casuale, un mese prima dell’uscita del suo nuovo romanzo, “Annientare”, nelle librerie dal 7 gennaio e già al primo posto nelle classifiche in tutta Europa.

Sì, perché aveva da poco visto le prime copie del suo nuovo lavoro, stampato esattamente nel modo in cui proprio lui – e non la sua casa editrice – lo aveva pensato.

A realizzare la sua idea è stata La Tipografica Varese: quattrocentomila copie stampate nella Città Giardino e diffuse in tutta la Francia.
«Adesso possiamo finalmente raccontarlo – dice con entusiasmo Gianandrea Redaelli, al timone dell’azienda con il padre Giuseppe – Era il segreto editoriale dell’anno e ora possiamo svelarlo. Dall’estate scorsa, insieme a lui, abbiamo costruito questo prodotto. Forse i lettori non sanno che il processo di creazione fisica di un libro normalmente riguarda esclusivamente la casa editrice, che riceve il testo dall’autore e poi ne decide la vita in autonomia: copertina, rilegatura, materiali e poi distribuzione e marketing. L’opera diventa un file affidato alla tipografia, che stampa e rilega secondo il
mandato avuto. Con Houellebecq non è stato così. Ha voluto sovrintendere l’intero processo di creazione del libro,
sviluppato insieme ai tecnici varesini, fino alla presentazione dei primi prototipi».

La macchina organizzativa è stata complessa, anche per la necessità di garantire riservatezza e discrezione. Lo scrittore e poeta, però, aveva le idee chiare e ha passato del tempo con il suo editore Flammarion a perfezionare quello che lui stesso ha definito «il suo oggetto preferito».

Voleva una edizione ricercata e lussuosa. «Il punto di partenza e sua ispirazione – racconta Redaelli – è stato White Album dei Beatles, che segnò una svolta nella carriera musicale della band. Il risultato è un libro con un formato
esclusivo». La copertina è cartonata, «come se fosse stata martellata – continua Redaelli – Ha i capitelli e un segnalibro in tinta con il colore della stampa tipografica sulla copertina». Lo scrittore ha posto la massima cura nei dettagli, a partire dalla qualità della carta. «Doveva essere di un peso specifico tale da non ingiallire negli anni», spiega l’imprenditore varesino.

Una sfida non facile da vincere, soprattutto con le difficoltà nel reperire materie prime. «Devo dire che, in questo, la collaborazione con la nostra cartiera è stata perfetta. Il materiale è giunto nei tempi prestabiliti. Per ogni volume
è stato necessario poco meno di un chilogrammo di carta. È chiaro che anche il nostro fornitore di fiducia è stato lusingato dalla possibilità di poter partecipare a questa opera creativa».

Per La Tipografica Varese gli ultimi mesi del 2021 sono stati senza fiato. «Abbiamo consegnato le prime copie l’otto dicembre – spiega ancora Redaelli – in modo che potessero essere poi distribuite alle librerie francesi per il giorno di uscita del romanzo, fissato al 7 gennaio. Prima di questa data, alcuni dettagli sono stati diffusi con il contagocce,
creando una aspettativa sempre crescente». Severo anche l’embargo per i primi lettori recensori. In Italia, la prima
lettrice è stata Elisabetta Sgarbi, editrice italiana di Houellebecq. «Nessuno scrittore ha mai avuto diritto a un trattamento così speciale – sottolinea l’imprenditore varesino – ma non è un capriccio. Lui vuole che i suoi libri superino la prova del tempo».

Redaelli non nasconde che alcuni addetti ai lavori abbiano definito questa impresa come «una scommessa folle, che però noi abbiamo vinto», dice con orgoglio. Per l’a z i e nda, naturalmente, che vanta novant’anni di storia, capacità di rinnovarsi e una determinazione che le ha permesso anche di superare periodi molto difficili (anche con una richiesta di concordato tra il 2013 e il 2016), si tratta di un nuovo trampolino di lancio. Il 2022 si annuncia particolarmente
fruttuoso. «Dopo Flammarion ci sarà un altro editore francese (per ora il nome resta top secret ndr.) che verrà qui a stampare una nuova edizione della sua più importante collezione – anticipa Redaelli – Consegneremo circa seicentomila copie a partire da febbraio. Il 2022 sarà costellato di sfide: dalla mancanza di carta e cartone, che affligge
ormai l’intera filiera del libro, all’esplosione dei costi energetici e delle materie prime, alla pandemia e alle quarantene.
Ma sarà un momento di crescita importante per la nostra struttura».

Ha ragione la famiglia Redaelli a “credere in un mondo con i libri”, come recita il loro motto aziendale.