Hockey – Porte sbarrate ai Mastini

La Prealpina - 04/02/2020

Una guerra infinita, prima sommersa – tra dissidi, sussurri, dispetti e lettere dei legali – e ora deflagrata. In tutta la sua virulenza. Proprio all’apice dell’entusiasmo ritrovato per i Mastini, reduci dalla finale della Coppa Italia e ora in testa alla classifica del Master Round che prelude ai playoff dell’Italian Hockey League, ecco che i Killer Bees si rimettono sulla strada della società giallonera. Un caso intricato, soltanto in parte spiegato dai tanti comunicati diffusi ieri (pubblicati online anche sul sito del nostro quotidiano) dalle varie parti in causa, ma con un unico effetto: lo sfratto dell’Hockey Club Varese 1977. Le cui formazioni, quelle giovanili e quella principale guidata da Massimo Da Rin, oggi non potranno allenarsi. Almeno questo è ciò che si evince dal quadro emerso al termine di una giornata convulsa, visto che la cooperativa sportiva presieduta da Matteo Torchio ha ricevuto dalla società di gestione del Palalbani guidata da Matteo Cesarini il recesso dal contratto che definisce per la stagione in corso il calendario delle ore ghiaccio e il connesso utilizzo di spogliatoi e uffici. Un caso senza precedenti nel mondo dell’hockey, anche perché legato a varie controversie che si sono intrecciate col trascorrere del tempo dopo il fallimento (annunciato…) dell’operazione Bandits che per una sola stagione aveva provato a mettere insieme le due realtà a lungo distanti – parecchio distanti – negli obiettivi e nelle filosofie sportive. Di sicuro, negli ultimi mesi, l’Hc Varese non è stato al passo con il pagamento di quanto dovuto per l’utilizzo della pista, ma non per problematiche economiche (il club dei Mastini è finanziariamente solido grazie al supporto dei tanti soci e dei tanti sponsor) bensì per scelta dirigenziale, dovendo attendere sviluppi in merito alla formalizzazione di un accordo commerciale definito con un’altra società di cui lo stesso Matteo Cesarini è socio. Una formalizzazione che pareva scontata, anche alla luce del fatto che i Mastini hanno pubblicizzato alcuni marchi, ma che nei fatti non è mai arrivata. Così, avendo un credito sostanzioso da riscuotere, l’Hc Varese ha scelto di trattenere parte di quanto dovuto per le ore ghiaccio. Così, pur con il dialogo tra i legali delle parti ancora in corso, la situazione è rapidamente precipitata. Con la comunicazione dei Killer Bees giunta venerdì sera ai Mastini, che però hanno assolto tutti gli impegni agonistici del weekend prima di renderla nota. Anche perché a puntare i riflettori sulla disputa è giunta anche l’interrogazione urgente presentata al sindaco di Varese, Davide Galimberti, da Stefano Clerici, consigliere comunale di Varese Ideale. Il quale, oltre a chiedere conto dello sfratto dei Mastini dall’impianto di proprietà comunale, chiede lumi sulla posizione dei Killer Bees, ovvero se la società di gestione abbia ancora o meno i requisiti necessari. Naturalmente, sulla vicenda è stato invocato l’intervento di Palazzo Estense, non solo in considerazione della titolarità della struttura inaugurata nel 1977 ma anche in virtù del bando riguardante il restyling e l’affidamento dell’impianto, sul quale – dopo l’apertura delle buste – si attende a giorni il responso ufficiale degli uffici comunali. Nel frattempo, la segreteria del sindaco ha convocato Mastini e Killer Bees per domani alle 15. Attorno a un tavolo si cercherà una soluzione che tutti sperano immediata. Intanto per oggi gli allenamenti delle squadre giallonere sono sospesi.