«Grazie per aver vinto la lotta contro la crisi»

La Prealpina - 24/01/2017

Alessandro Girola ha deciso che sarebbe diventato imprenditore a soli 17 anni «e non perchè ero figlio di papà e avevo già una azienda – racconta – ma perchè in qualche modo volevo ripagare i miei genitori dei sacrifici fatti». E così mise un piccolo tornio in garage: quelle furono le radici di quella che oggi è la Erresse srl, specializzata nella produzione di cambiafiltri per impianti di estrusione e riciclaggio materiale plastico. Era il 1982 quando nel box di casa vide la luce l’impresa artigiana. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, ha ricevuto il riconoscimento più inaspettato. I suoi dipendenti hanno pensato di regalargli un video per ringraziarlo per il modo in cui ha affrontato questi anni di lotta contro la crisi, riuscendo a proseguire l’attività pur tra innumerevoli difficoltà. «Vogliamo ringraziarla per la passione che ci mette nel lavoro – dicono nel filmato Angela Mazzucchelli, Fabio Gasparon, Stefano Caloia, Fabio Alberti, Fabio Iudici e Riccardo Girola – perchè grazie a questa passione siamo usciti dalla crisi». Girola proprio non si aspettava questo regalo. «Mi sono emozionato quando l’ho visto – racconta – Noi abbiamo sempre avuto buoni rapporti, ma non mi sarei mai aspettato un gesto come questo. La verità è che sono io a ringraziare i miei dipendenti: si impegnano molto, sono sempre disponibili e c’è sempre stato un grande rispetto reciproco che è indispensabile». Certo è che questi ultimi anni non sono stati facili, soprattutto il 2011 e il 2012. Colpa della mancanza di liquidità.

«Purtroppo un nostro cliente importante – spiega Girola – non ci ha pagato e io sono rimasto a terra. Avevamo lavoro ma eravamo in grosse difficoltà. Anche perchè, proprio quando hai bisogno, non è che le banche ti vengano in soccorso, anzi». Girola non solo si è visto negare finanziamenti, ma addirittura si è trovato davanti alla richiesta di rientrare dagli affidamenti in corso. «Mi hanno detto “noi dobbiamo rientrare” – ricorda – Io non ho dormito per tante notti finché abbiamo messo giù un piano di rientro graduale che, tirando la cinghia, siamo riusciti a mantenere», Nel frattempo, i suoi dipendenti sono stati sempre pagati, nonostante le difficoltà evidenti, e sono sempre rimasti al suo fianco. La cassa integrazione chiesta dal titolare, di fatto, è stata usata pochissimo. «Perchè io parto da un principio – spiega bene Girola – assumo una persona se sono in grado di mantenere l’impegno nei suoi confronti, perchè so benissimo che lo stipendio serve per le esigenze delle famiglie». Girola, anche in quei lunghi mesi, ha sempre creduto nella sua attività. E lo ha fatto al punto che ha assunto due giovani. Uno è Riccardo, il figlio, «perchè deve iniziare dalla gavetta, come dipendente. Non è che entra subito come socio», sottolinea l’artigiano. L’altro è Fabio, inserito come apprendista. Oggi la Erresse è in crescita. C’è un nuovo cliente importante che garantisce commesse e pagamenti. E si guarda anche all’estero. Alessandro Girola, però, ha ancora un desiderio. «Io spero di poter fare come quei grandi imprenditori che alla loro morte hanno lasciato un premio ai loro dipendenti».