«Grazie al Grande Trittico la Lombardia torna in sella e ricomincia a correre. A Varese il traguardo del futuro»

VareseNoi - 24/07/2020

L’unione del territorio fa la forza, in Lombardia ti fa persino rialzare la testa e arrivare sul traguardo. E’ quello che accadrà martedì 3 agosto quando, grazie all’unione di tre storiche gare ciclistiche, andrà in scena il Grande Trittico Lombardo, prima corsa in Lombardia e seconda al mondo dopo il lockdown, esempio di unione massima per dare un esempio a tutti di come uscire dal periodo più buio e difficile di un intero territorio.

«Credo che questo sia un bel momento perché lo sport ricomincia a correre, come la vita» ha esordito Attilio Fontana, presidente regionale mai così “varesino” come stamattina quando all’auditorium Testori di Palazzo Lombardia è stato il padrone di casa della presentazione del Grande Trittico Lombardo che partirà martedì 3 agosto da Legnano e passerà da Lissone per arrivare in via Sacco a Varese

«Le tre società hanno unito forze, capacità e, spogliandosi ciascuna di una parte della propria storia, hanno deciso di fare qualcosa di nuovo in una situazione difficile. – ha aggiunto il governatore – Qualcosa di bello che ridà gioia e ci fa sognare davanti ai bei territori della nostra regione. Martedì daremo insieme l’impressione che la vita sta ricominciando e stiamo superando l’emergenza: i dati sono buoni e oggi qui nasce una speranza in più. Ringrazio gli organizzatori e lo sport: la Lombardia torna a pedalare con forza e determinazione, e guarda al futuro».

NON CI SEMBRA VERO DI ESSERE QUI

Renzo Oldani, emozionato e appassionato tessitore di un’opera così difficile e maestosa come la prima grande corsa ciclistica in Lombardia e al mondo dopo il lockdown (leggi QUI), ha toccato le corde del cuore di tutti i presenti: «Non mi sembra vero di essere qui – ha detto il patron della Binda – c’è un po’ di nostalgia nel sapere che tantissima gente non potrà essere sull’arrivo ma questa è la prima corsa al mondo nella zona più colpita dal virus. Avremo due ore e mezza in diretta su Rai 2 e abbiamo il grande compito di riportare la nostra regione nelle case e nel cuore di tutti. Invito la gente ad arrivare in sicurezza sulle strade avendo rispetto di tutti e di quello che è successo. L’emozione più grande è stata nell’inventarsi questa gara nei momenti più duri per tutti: ora abbiamo l’orgoglio di essere qui per fare sentire a tutti il piacere e la passione per lo sport. Ho chiamato gli amici sponsor e tutti mi hanno detto “noi ci siamo”: non dimenticherò mai questa frase perché è stata pronunciata in un momento in cui poteva essere più facile magari farsi indietro. Noi del ciclismo abbiamo grinta: sappiamo che ci saranno salite e discese, ma abbiamo voglia di pedalare e fare fatica. Perché questo è lo stimolo e lo spirito nostro e del ciclismo. Noi ci proviamo a fare arrivare il pubblico (grazie a prefetto, questore, polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale e protezione civile): abbiamo bisogno di tutti per fare vedere di cosa è capace la Lombardia. Cerchiamo di dare un esempio di solidarietà, collaborazione sportiva e imprenditoriale»

IL MARTEDI’ DEL CORAGGIO

Prima dell’inno al ciclismo e alla Lombardia di Oldani, aveva parlato Alessandro Brambilla, storico speaker del ciclismo che ha lanciato «la Legnano-Lissone-Varese – come l’ha chiamata Brambilla – l’assieme di sinergie, solidarietà, collaborazione e grande sport. Lo sport continua e il ciclismo continua, ripartendo da qui».

Alberto Caleffi, presidente del Comitato Grande Trittico Lombardo e membro della Binda, ha usato parole molto belle: «Questa è una sfida doppia, sportiva e non solo. Io rappresento la Binda e insieme a Lissone e Legnano siamo qui per fare ripartire uno sport che viviamo da sempre come una passione. La sfida più grande è quella di ricominciare e dare un segnale in un momento che non è ancora post Covid. Il 3 agosto è un momento in cui si riprende non solo a correre ma a guardare al futuro. Garantiremo la sicurezza e la salute di tutti, ciclisti e appassionati. Martedì magari non sarà una giornata di festa, perché non è ancora il momento di far festa, ma di coraggio perché Varese e la Lombardia possano rialzarsi sui pedali e arrivare sul traguardo».

L’anima varesina di quest’evento è fortissima anche grazie alla presenza in platea di Simone Rasetti (direzione generale Sport e giovani Regione Lombardia) ed è racchiusa nelle parole di Fabio Lunghi, presidente della camera di Commercio di Varese: «Promuoveremo il territorio e il tessuto economico anche grazie a questo evento meraviglioso. E’ il momento dei capitani coraggiosi e questa gara è un fil rouge che ci porta oltre, nel futuro. Questa crisi è un’occasione che non ci possiamo permettere di sprecare, anche grazie a questo evento».  

Dino De Simone, assessore allo Sport di Varese, ha ricordato il momento in cui Renzo Oldani «ha chiamato me e il sindaco dicendo che ci sarebbe stata questa corsa, ed è stato bellissimo. Vedere i ciclisti sulle strade è simbolo di ripartenza. Questo è un regalo al territorio anche per la ripartenza turistica, visto che tutti ci vedremo».

275 ANNI DI STORIA. LACRIME PER IL PADRE DELL’AGOSTONI

Lo spirito della Bernocchi nel grande Trittico è stato rappresentato dal presidente Luca Roveda: «Questa idea nasce nel periodo buio del lockdown e rimarrà un evento unico per il suo significato – ha detto – Tre società e tre corse portano in dote 275 anni di storia al Grande Trittico Lombardo, non si è mai vista una cosa simile. Noi abbiamo volontari che lavorano come professionisti e la mia ultima parola, che è anche la prima, è tutta per loro che stanno sulle strade per dare una mano e mettersi a disposizione con grande spirito, lo spirito che racchiude i valori del nostro territorio».

«Ricordo il mio presidente che oggi dopo cinquant’anni non c’è: Romano Erba, l’anima dell’Agostoni – ha esordito, quasi tra le lacrime, Silvano Lissoni, presidente dello Sport Club Mobili Lissone – Quest’oggi sono qui e siamo qui anche per lui. Unirsi non è cinismo ma unione di tre fedi sportive, tre città e tre territori nel nome della Lombardia che disegna sul percorso un triangolo bello in mezzo alla nostra gebte . Se ci fosse un senato dello sport, oggi saremmo seduti in prima fila».

NOI ARRIVIAMO IN FONDO

Società, persone, sponsor. Era difficile investire sullo sport, ma qualcuno l’ha fatto. 
«Quest’anno mi godo questa vittoria, una delle più bello, perché fare lo sponsor è facile, soprattutto per chi è vicino a tante attività sportive come noi – dice Marco Aldeghi, responsabile della Direzione territoriale Milano e Lombardia Nord di Banco BPM – Renzo, Luca e Silvano mi hanno sempre mandato un messaggino per dirmi: “Marco, ci sei, guarda che arriviamo in fondo”. La nostra banca di territorio si unisce alla vostra grande passione: sono io che ringrazio tutti voi e il ciclismo».

Un altro aiuto dal territorio è arrivato anche da Saronno e Castiglione: «Il nostro mondo sta passando un momento difficile ma ci siamo, come sponsor, perché crediamo in un rilancio dell’economia lombarda» dice Alfredo De Martis, amministratore delegato del Centro Car Cazzaro Concessionario Renault e Dacia di Saronno e Castiglione.

«A noi piacciono gli atti di coraggio – ha aggiunto Giorgio Triacca di Eolo – e in più lo sport è salute e tiene lontano le malattie, lo sport è lavoro, lo sport è turismo qui c’è tutto questo».

«Sono lusingato delle parole spese da Oldani perché qui tutti siamo legati da amicizia e stima – ha aggiunto Paolo Nozza, presidente di Ferrovie Nord – La gara vera è organizzare un evento sportivo in un contesto che non avremmo voluto vivere, ma non esiste nulla di più “sfidante”. Siamo qui perché non ci siamo persi ma forse ci siamo anche ritrovati e riscoperti con il senso di prossimità e di vicinanza, che riemergono grazie al Grande Trittico Lombardo».

QUANDO I LOMBARDI SI REINVENTANO

L’assessore regionale allo Sport, Martina Cambiaghi, ha ricordato il momento in cui «ho ricevuto la lettera di Renzo Oldani del 14 maggio perché mi sono emozionata. In tutti voi ci sono pragmatismo, concretezza, solidarietà e coraggio tipici dei lombardi che si reinventano e fanno sistema – società, partner, istituzioni – questo è il massimo esempio di come lo sport si è reinventato in questo momento durissimo. Questo è un esempio da citare perché porta qualcosa di nuovo in un momento in cui la vecchia vita è cambiata».

Benedetta Frattini, altra varesina di passione e talento, ha ricordato la presenza del pubblico, che dovrà prenotarsi per essere nelle fasi finali dell’arrivo e ammesso seguendo la procedura anticovid (ci saranno inoltre tre zone – bianca, verde e gialla -con ingresso di persone divise a gruppi in base al loro ruolo, e tutte le transenne saranno numerate. «Ma avremo anche un momento di solidarietà – ha concluso Benedetta – grazie alla Fondazione Renato Piatti onlus che si prende cura di persone con disabilità: si pedalerà verso Lourdes e si farà del bene».

SQUADRE E ATLETI

Sono 21 i team che hanno aderito al Grande Trittico Lombardo, compresa la Nazionale azzurra di Cassani e Amadori. In gara anche Vincenzo Nibali con la Trek Segafredo, la CCC con il campione olimpico Greg Van Avermaet e Trentin, la Astana, Albasini, la Movistar con Cataldo mentre è iscritto per ora solo come riserva Fabio Aru; poi ci saranno anche Moscon, l’amatissimo Ganna pluricampione del mondo dell’inseguimento, Giovanni Visconti, Gavazzi, Modolo, il fuoriclasse del cross Mathieu van der Poel (per ora riserva), e poi Tiberi e Atapuma con la sua Colombia. 

UNA FAMIGLIA E UN GRANDE PAPA’: GIORGIO SQUINZI

«Prima di salutarvi – ha detto ancora Renzo Oldani chiudendo con un ultimo ed ennesimo slancio di cuore – vorrei ricorda Giorgio Squinzi e la moglie Adriana Spazzoli: erano grandi sponsor ma soprattuto persone umili nel porsi con gli altri. Vi invito ad applaudirli. E’ grazie a Giorgio, e anche ad Adriana, se abbiamo costruito questa famiglia».

Si può cliccate QUI per accedere al sito del Grande Trittico Lombardo con tutte le informazioni utili sulla corsa.