Grandi eventi, c’è un futuro?

La Prealpina - 27/04/2017

La splendida sequenza di appuntamenti internazionali che hanno propagandato Varese in ogni angolo del globo si è chiusa lo scorso anno. Ma il Comitato dei grandi eventi remieri alla Schiranna non ha gettato la spugna.

Certo, al momento non vi sono date cerchiate in rosso né candidature aperte, ma il gruppo di lavoro ha comunque scelto di prolungare la vita dell’ente sino al 2025. E non v’è ragione alcuna per desistere, anche perché – grazie alle provate capacità di chi guida lo staff operativo – il bilancio e i conti sono in attivo.

Però, il summit in programma stamane a Villa Recalcati potrebbe portare a qualche considerazione oltre la prassi dell’ordine del giorno. Semplicemente perché sembra più che sensato porsi una domanda solo apparentemente banale: c’è un futuro? Un ragionamento va fatto, perché gli avvicendamenti e le vicende politiche hanno sicuramente mutato lo scenario. Non sono più in campo quelli che sono stati gli uomini forti del Comitato, e che ne hanno segnato le sorti: in primis Dario Galli, ex presidente della Provincia che ha dato l’impulso maggiore, e poi Attilio Fontana, ex sindaco di Varese che tanto si è speso per coinvolgere Regione Lombardia nel 2015 e nel 2016.

Gunnar Vincenzi, attuale presidente a Villa Recalcati, e Davide Galimberti, primo inquilino a Palazzo Estense, non sembrano intenzionati a tirarsi indietro. Ma è anche vero che molto difficilmente potranno investire somme ingenti per poter riproporre la Schiranna come epicentro di grandi eventi del calendario Fisa (la federazione internazionale del canottaggio).

E non va neppure taciuto come le diverse posizioni sul palcoscenico della politica rappresentino oggi un ostacolo nel dialogo con Palazzo Lombardia timonato da Roberto Maroni. Ma è giusto ricordare come senza il governatore, che ha garantito in due anni oltre un milione di euro dalla Regione (prima 600mila, poi altri 550mila), probabilmente non ci sarebbero nemmeno state le due prove di Coppa del Mondo che hanno completato un quinquennio indimenticabile sul Lago di Varese. Ma ora vanno ricercate altre strade, alternative a quelle dei contributi istituzionali, affinché il Comitato non resti attivo soltanto sulla carta. Magari coinvolgendo altri enti, a cominciare dalla Camera di Commercio, e soprattutto sponsor privati.

A tal proposito, prima ancora di quella della Canottieri Varese (oggi un cantiere aperto per la costruzione della nuova palestra, finanziata proprio da Provincia e Comune), va chiarita anche la posizione della Federcanottaggio sul bacino ai piedi del Sacro Monte. Tanto più dopo le recenti elezioni che hanno sì portato l’isprese Luciano Magistri alla carica di vicepresidente vicario al fianco di Giuseppe Abbagnale, ma attribuendogli pure la delega al rilancio dell’Idroscalo di Milano. Locationstorica e sicuramente importante, ma in evidente contrapposizione al Lago di Varese.

Nel frattempo, oggi andranno pure rinnovati i vertici del Comitato della Schiranna, con la presidenza coperta da Claudio Minazzi (foto Blitz 1), appassionato e instancabile vicepresidente della Canottieri Varese scelto per la massima carica dopo le dimissioni di Dario Galli, e la direzione generale saldamente nelle mani di Luigi Manzo (foto Blitz 2), appena rieletto presidente della Canottieri Luino, che gode della massima fiducia anche tra gli uomini chiave della Fisa.

Antonio Triveri