Governo della Lombardia Varese “bussa” due volte alla porta di Attilio Fontana

La Prealpina - 07/03/2018

Questa volta Maroni c’è. Il governatore uscente della Regione, che negli ultimi giorni e settimane ha disertato quasi tutti gli appuntamenti della Lega, s’è presentato al fianco di Matteo Salvini e di Attilio Fontana ai giornalisti, ieri nel primo pomeriggio nella grande piazza di Palazzo Lombardia.

Incontro organizzato per festeggiare il successo elettorale e, appunto, l’elezione dell’ex sindaco di Varese al vertice regionale.

Occasione pubblica per cercare di dissipare tutti i contrasti, veri o presunti che siano, tra il segretario federale e lo stesso Maroni attorno alla nuova linea politica del Carroccio.

Linea comunque vincente a guardare i risultati delle urne. In mattinata, ai microfoni di una radio, Roberto Maroni aveva dichiarato: «Non sono contrario alle scelte della Lega, temevo e temo che questo possa significare l’abbandono delle storiche battaglie per l’autonomia del Nord, ma è una fase nuova e quindi spazio a chi viene, ai nuovi, a questa visione. Salvini porta la Lega a destra, vediamo se funziona».

Di rimando, ecco Matteo Salvini in risposta alle sollecitazione dei giornalisti: «Con Maroni? Non abbiamo mai litigato, alla faccia vostra». E’ un giorno di festa, vietate le polemiche.

Poco prima, Fontana e il suo predecessore avevano brindato nell’ufficio al trentacinquesimo piano del grattacielo della Regione.

Passaggio di testimone virtuale.

La cerimonia ufficiale è prevista attorno al 20 marzo. Nel frattempo, il neo presidente lavorerà alla formazione della giunta.

Anticipazioni non ce ne sono, se non il fatto che Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda, presente all’incontro di ieri, ha già inviato un chiaro messaggio agli alleati di Forza Italia: «Per noi più potere in giunta». Traduzione: siamo i vincitori delle elezioni, vi abbiamo doppiati nei consensi, ci dovete concedere la maggioranza degli assessori.

Prima grana politica per Attilio Fontana? I berlusconiani puntano ad ottenere almeno cinque posti nel nuovo esecutivo, ma il confronto è apertissimo.

Con molte probabilità opzioneranno la Sanità, con Maroni gestita da Giulio Gallera, rieletto con una valanga di preferenze domenica scorsa.

Di lui si parla anche come possibile presidente del Consiglio regionale, carica tenuta nella scorsa legislatura da Raffaele Cattaneo, casacca di Noi con l’Italia, bocciato alle urne.

Cattaneo, un varesino, potrebbe però essere ripescato all’assessorato alle Infrastrutture, settore che ha già seguito con buoni risultati nella giunta di Roberto Formigoni.

Riconferma in vista per Fabrizio Sala (Forza Italia), mentre tra i leghisti sono gli uomini di Salvini a farsi avanti per l’esecutivo: Davide Caparini e Giacomo Stucchi in prima istanza.

Fontana parla di «lavoro da effettuare nella continuità», spazio dunque a Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia) e a Francesca Brianza, leghista di Varese che, come la bresciana Beccalossi, ha già maturato esperienze assessorili con Maroni.

Per di più, secondo alcune indiscrezioni, in base a un accordo interno alla Lega, assessore sarebbe diventato chi, nel collegio varesino, avesse preso più voti.

Francesca Brianza, appunto. Il diretto interessato, cioè Fontana, per ora risolve così la questione assessorile: «Non faccio nomi: il metodo sarà quello della meritocrazia e anche quello della rappresentanza territoriale». Il neo governatore deve infine formare lo staff di segreteria. Ha bisogno di persone fidate e competenti, data la mole e la complessità dei problemi che dovrà affrontare da subito.

Dove trovarle? Il problema per lui è anche quello di affrancarsi dall’abbraccio di via Bellerio, condizionante in campagna elettorale. Sui nomi lo aspettano scelte difficili, in quanto strategiche e, quindi, decisive per gli impegni futuri.

 

Ecco gli eletti, ma le preferenze ancora no

 

Seggi assegnati, preferenze ancora “in fase di revisione”. A quarantotto ore dalla chiusura delle operazioni di voto, la Lombardia conosce il nome del nuovo governatore e l’identità degli altri 79 consiglieri regionali che tra poche settimane prenderanno posto nell’aula di Palazzo Pirelli. E tuttavia nessun atto ufficiale può certificare l’esito dello scrutinio e chiudere definitivamente la sfida tra le liste. All’appello mancano infatti i verbali di due sezioni su 9.227, una di Busto Arsizio, l’altra di Cantù. Tanto basta, dopo la lunga notte delle contestazioni delle verifiche incrociate tra Pirellone e Viminale sulle discordanze dei voti individuali, per tenere i candidati ancora in sospeso, quanto meno sulla valutazione delle prestazioni individuali.

Ma tant’è. Gli eletti (per quanto formalmente precari) ieri hanno finalmente potuto festeggiare. Lo hanno fatto i due esponenti varesini della Lega che hanno ottenuto o la riconferma e il lasciapassare per la seconda legislatura (Francesca Brianza ed Emanuele Monti) e il sindaco di Sesto Calende Marco Colombo, terzo eletto del Carroccio. Dietro di loro si è piazzato il capogruppo a Villa Recalcati Giuseppe Longhin, pronto al ripescaggio e a un incarico di supplenza se a Brianza, come tutto lascia supporre, sarà riservato un incarico di assessore anche nella giunta di Attilio Fontana.

Tra i banchi della maggioranza prenderà posto anche Angelo Palumbo, consigliere comunale a Cassano Magnago. Il suo esordio nel parlamento lombardo coinciderà con l’uscita di scena, dopo cinque anni, dell’ormai ex presidente della Commissione Ambiente Luca Marsico, a cui non è bastata una dote di tremila consensi personali per confermare il proprio seggio.

Approda negli uffici del grattacielo di via Filzi anche Giacomo Cosentino, un passato da amministratore di centrodestra a Palazzo Estense e un presente da alfiere della lista civica “Fontana Presidente”.

E ancora, sul fronte delle opposizioni, debutta in Consiglio regionale il sindaco di Malnate e segretario provinciale del Partito democratico Samuele Astuti. E’ lui il candidato più gettonato tra i dem, protagonista di un risultato che ha smentito più di un pronostico, e gli ha consentito di stanziare i compagni-rivali di lista Paolo Bertocchi e Margherita Silvestrini.

Completa la pattuglia varesina Roberto Cenci, esperto di tematiche legate alla tutela dell’ambiente eletto con il Movimento 5 stelle.

La sfida nella provincia dei laghi si è dunque chiusa con un rotondo 5 a 2 a favore del centrodestra, che diventa addirittura 6 a 2 se ai sette consiglieri eletti si aggiunge il governatore Attilio Fontana.