Gorla Minore – Orsa: «Siamo prontia fare le mascherine»

La Prealpina - 20/03/2020

 Le mascherine chirurgiche anti-Coronavirus? Noi riusciamo a fornire il tessuto non tessuto, ma per realizzarle c’è bisogno di ripristinare l’intera filiera. Filiera spazzata via lo scorso decennio dalla concorrenza cinese, complice la globalizzazione e i prezzi troppo bassi. L’appello di Orsa NW (nella foto la sede) una Srl specializzata nella trasformazione delle materie plastiche con sede a Gorla Minore («noi possiamo donare anche tessuto non tessuto per la produzione di 100mila mascherine, ma non sappiamo a chi rivolgerci per cucire e confezionare il nostro materiale a chi farà altrettanto»), non poteva cadere nel vuoto stante anche la carenza dei dispositivi, in primis da parte dei medici e degli infermieri in prima linea. Al contrario. Ha fatto il giro d’Italia. E negli uffici di Gorla Minore sono arrivate decine di proposte per completare il ciclo produttivo. «Ci sono arrivate tantissime proposte, davvero non ne aspettavamo così tante», racconta Maurizio Galli, uno dei manager-soci di Orsa NW. «Ora, e il passaggio non è affatto facile, chiediamo di fermare le richieste per permetterci di procedere con la selezione del o dei partners più adeguati. Partner, nello specifico un’azienda tessile, che per una questione di filiera corta e di problema di trasporti legati alla contingenza Coronavirus, credo sarebbe preferibile fosse qui in zona o comunque non troppo lontano da Gorla Minore».

Che cosa manca per l’ultimo miglio? Per raggiungere cioè l’obiettivo delle tanto ambite mascherine chirurgiche? «Al momento, il tessuto non tessuto che noi produciamo nello stabilimento di Gorla Minore è trattato con un polimero biodegradale dall’azienda Coccato e Mezzetti di Galliate, in provincia di Novara. Per l’applicazione di quel polimero loro hanno già la certificazione che consente di utilizzare quel materiale come dispositivo medico. Il partner o i partner selezionati devono essere in grado di ottenere la certificazione per la mascherina chirurgica come prodotto finito», prosegue Galli. Che poi chiosa: «Contiamo di ricostruire una filiera produttiva corta nel più breve tempo possibile e di partire subito con le prime 100 mila mascherine da donare. A quel punto la filiera riattivata sarà pronta a produrre milioni di pezzi».

Orsa è un’azienda che ha fatto la storia del territorio, e che da sempre è specializzata nella produzione di tessuti non tessuti. Cioè di quei particolari prodotti come finta pelle e sintetici che trovano applicazione in una vastissima gamma di settori, dall’automotive fino alla biancheria per la casa. La proposta arrivata da Gorla è l’ennesima conferma della flessibilità del sistema produttivo di questo territorio, che forte di un’antica tradizione tessile oggi sta rispondendo all’emergenza mettendo a disposizione esperienza e competenze. Anche proponendo sinergie e riorganizzazioni importanti. Un esempio? Quello della Di.Bi di Besozzo, che venerdì scorso da un giorno all’altro ha deciso di sospendere la produzione di abbigliamento sportivo per cominciare a produrre mascherine per gli operatori della casa di riposo comunale. Nel giro di poche ora il giro d’affari si è allargato all’Italia intera, con decine di ordini arrivati anche dalla provincia di Bergamo. Per Di-Bi, che da 45 anni è specializzata nell’utilizzo di tessuti sintetici traspiranti e impermeabilizzati per la confezione di gilet per il canottaggio, non c’è stato stato bisogno di cercare partner, perché i 17 dipendenti dell’azienda si sono messi subito al lavoro sfruttando le scorte di magazzino per convertire la produzione all’emergenza. Tante altre aziende tessili del territorio stanno attrezzandosi per seguire l’esempio di queste società, mettendo a disposizione materie prime e conoscenze per produrre quei dispositivi di protezione individuali che gli esperti concordano nel definire fondamentali per cercare di fermare il virus. Questa volta, prima del business viene la necessità di mettere in campo tutte le capacità per arginare un contagio che alla lunga rischia di fare tante vittime anche tra le aziende.