Golf Varese – Un’azienda ma aperta ai non soci

La Prealpina - 22/06/2020

n club più aperto, con il sogno di riportare un proprio ragazzo del vivaio ad essere professionista e, chissà, ad ospitare una competizione internazionale di prestigio dopo il Challenge Tour, la “Serie B” dell’European Tour, del 2012.

Con questi obiettivi ambiziosi si presenta il nuovo presidente dell’Asd Golf Club Varese, Rinaldo Corti, 52 anni e lo sport nel sangue: ex cestista, da qualche anno appassionato giocatore di golf, con la famiglia legata da decenni a un’altra realtà di enorme prestigio nello sport varesino come la Robur et Fides.

Dal parquet al green il passo è stato breve, anche perché l’obiettivo è sempre quello di fare centro con una palla. Semplicemente è passato dal canestro alla buca. In più, come socio di Elmec, Corti vuole portare ancor di più una gestione manageriale nella realtà con sede a Luvinate.

«Dobbiamo lavorare sempre di più come un’azienda – spiega il neopresidente dello storico club – e, nel contempo, mantenere alto il nostro blasone. Quindi, oltre a implementare un’attività agonistica degna del riconoscimento ricevuto con la Stella al merito sportivo del Coni, ci piacerebbe aprirci anche ai non soci. È giusto e importante che molte persone possano godere di un campo e di una club house che ha pochi eguali a livello nazionale. In tal senso, organizzeremo delle iniziative per aprirci agli esterni e non far vedere il nostro club come qualcosa di chiuso».

Sul fronte del campo di gioco, «avevamo già in programma dei lavori per sistemare dei tee di partenza e dei green. Continueremo in una logica di manutenzione del circolo che si adotta già da tanti anni, per avere sempre un campo all’altezza del suo nome».

Le diciotto buche con vista sul Lago di Varese e il Monte Rosa sono già pronte per il Vecchio Monastero 2020, la gara golfistica più importante in provincia, cancellata ad aprile ma che è appena stata riprogrammata eccezionalmente, in accordo con la Federazione italiana, nel mese di agosto».

Corti lascia aperto un piccolo spiraglio per l’organizzazione di una competizione di valore internazionale più importante: «La Ryder Cup si giocherà in Italia nel 2022. Utilizzando questo volano, ci piacerebbe ospitare una manifestazione di richiamo, ma serve un budget da raggiungere con degli sponsor. Vedremo».

Nel frattempo ci si augura che, a breve, il Varesotto possa riproporre un proprio atleta a livello professionistico: «Abbiamo il nostro Davide Buchi che contiamo, entro un paio d’anni, possa diventare un professionista. Intanto lavoreremo per attrarre nuovi giovani nella squadra agonistica maschile e femminile che sta iniziando a produrre dei prospetti interessanti. Il coronavirus ha rallentato la nostra attività e pure diminuito i ricavi legati al turismo golfistico degli stranieri, che si sono praticamente azzerati. Ad ogni modo siamo stati il primo sport a riprendere l’attività e contiamo di tornare alla normalità il prima possibile».

IL NUOVOCONSIGLIO

Assieme a Rinaldo Corti, il nuovo consiglio direttivo è composto da Andrea Ferrario, Maurizio Borsani, Daniele Pompa, Luisa Vigliani, Giorgia Erbetta, Claudio Colombo, Paolo Clerici e Franco Macchi.