Goglio, dagli Stati Uniti alla Cina Un’eccellenza “Made in Varese

Internazionalizzazione di successo, l’esempio di Goglio: «Una fabbrica in Cina grazie al sostegno di Simest. Oggi a Tianjin abbiamo 160 dipendenti». La case history di successo presentata ieri al roadshow dell’Ice alla Liuc è quella della Goglio Spa, eccellenza del “made in Varese” che ha nove sedi nel mondo, di cui due stabilimenti negli Usa, uno in Olanda e uno in Cina, tutti nati dall’esigenza di essere più vicini ai propri clienti. A raccontarla è Luciano Sottile, general manager della “machinery division” dell’impresa di packaging di Daverio. «L’idea di realizzare un impianto produttivo in Cina è nata dalla necessità di confezionare il pomodoro – spiega il manager di Goglio – l’operazione è nata in collaborazione con Simest, che è entrata in società al 49% e ci è rimasta per otto anni. Non è stato complicato: abbiamo presentato il nostro business plan, che è stato approvato e il progetto è andato avanti, senza intralci burocratici. Anzi, devo dire che la partecipazione di un’azienda statale in un Paese come la Cina agevola i rapporti con le autorità locali e i mercati». Oggi Goglio in Cina ha 160 dipendenti, nella zona di Tianjin, scelta a suo tempo perché lì c’era la più alta concentrazione di produttori di pomodori. Morale della favola, secondo Luciano Sottile? «Gli strumenti per mettere in pratica politiche di internazionalizzazione, ci sono. Crederci, dobbiamo mettercelo noi imprese