Gli occhi a mandorla si posano su Malpensa

La Prealpina - 18/02/2016

Più voli da Malpensa, un nuovo aereo da Fiumicino per aumentare la capacità di ogni singolo collegamento. È capodanno per i cinesi ed è dunque tempo di bilanci per Air China, compagnia aerea di proprietà della Repubblica popolare cinese. E il 2015, secondo il direttore generale Italia del vettore, Yu Li, si è chiuso con un traffico da e verso l’Italia che ha fatto un balzo in avanti del 40 per cento, nonostante durante il periodo di apertura di Expo ci fosse anche Alitalia a fare concorrenza sulla tratta Milano-Shangai.

Numeri positivi che, a dispetto del difficile momento che sta attraversando l’economia cinese dallo scorso agosto, hanno convinto la compagnia aerea a investire ulteriormente su Malpensa, dove dal 27 marzo – giorno dell’inizio ufficiale della stagione Summer – le frequenze passeranno da undici a quattordici. In pratica, il diretto su Pechino diventa giornaliero così come dal 2012 lo è già il Shanghai anche durante l’inverno.

Complice l’Esposizione universale di Milano, che ha senza dubbio giocato un ruolo determinante, il 2015 è stato un ulteriore anno di crescita per il traffico tra Italia e Cina. Dal 2009 al 2014 i passeggeri erano quasi triplicati, passando da 269mila a 751mila, pari a un +22% annuo che diventa un +179% complessivo. E gli ultimi dodici mesi hanno segnato un ulteriore balzo in avanti, con Air China che da sola rappresenta circa mezzo milione di passeggeri.

Oltre alla compagnia di bandiera e alla parentesi Alitalia durata quanto i padiglioni espositivi di Rho-Pero, attualmente da Malpensa vola verso la Cina anche la prestigiosa Cathay Pacific – considerata una delle migliori compagnie al mondo – tutti i giorni con direzione Hong Kong.

Lo scorso dicembre il Comune di Milano – a margine di un incontro con il governo del Sichuan, la provincia centrale della Repubblica popolare cinese – aveva annunciato anche l’attivazione a partire dalla stagione Summer 2016 di un collegamento diretto con Chengdu, città di riferimento di Sichuan con i suoi quasi 4 milioni e mezzo di abitanti. Al momento però non sono ancora arrivate conferme ufficiali in tal senso.