Gli enti pubblici non pagano Il 67% degli artigiani a credito

Ottenere una commessa da un ente pubblico dovrebbe essere garanzia massima di vedersi le fatture pagate in tempi brevi. Niente affatto, ad andarci di mezzo sono proprio le piccole e medie imprese. A dare di nuovo l’allarme è Confartigianato Varese. Un dato su tutti parla da solo. nel 2015, su 1500 aziende varesine interpellate, ben il 67% vantava crediti nei confronti della pubblica amministrazione: il 48% con l’amministrazione comunale, il 22% con lo Stato, il 17% con il Sistema Sanitario Nazionale e il 13% con imprese pubbliche.

«La fotografia scattata dalla nostra indagine parla da sola – commenta Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese – Quella dei ritardi nei pagamenti per le nostre aziende è una vera e propria piaga». E non si pensi che l’unico problema sia il mancato incasso, che già di per sé rappresenterebbe una difficoltà non da poco. «Le conseguenze di questi mancati pagamenti sono pesanti per le aziende – continua il presidente Galli – Se manca la liquidità inevitabilmente si ha un abbassamento del rating aziendale da parte delle banche. La conseguenza è una stretta del rubinetto del credito, oppure denaro concesso ma a costi molto elevati Senza contare che può esserci anche una segnalazione alla centrale dei rischi». Insomma, una concatenazione negativa che, di sicuro, non favorisce l’aggancio a quei timidi segnali di ripresa che si sono registrati in questi mesi.

«Questa situazione ci lascia amareggiati – spiega ancora Galli – anche perchè nella maggioranza dei casi si tratta di fatture non pagate dalle amministrazioni comunali che ben conoscono la situazione economica delle nostre aziende. Sinceramente anche il governo Renzi, forse dovrebbe mettere in campo provvedimenti mirati e concreti per far crescere le aziende e aiutarle, ad esempio, a recuperare i crediti, piuttosto che interventi a pioggia. Perchè poi chi non investe non assume neppure».

Ora Confartigianato Varese non si ferma e lancia un nuovo sondaggio tra i suoi imprenditori per monitorare di nuovo la situazione tra aziende e pubblica amministrazione. L’obiettivo è quello di fare arrivare la voce delle imprese a chi può mettere mano a questa partita e fare un ulteriore passo avanti in linea con la direttiva europea con la quale si obbligano le amministrazioni pubbliche a pagare entro 30 giorni.