Gli avvocati vanno a mille comandano le toghe rosa

La Prealpina - 24/07/2017

rano 1.006 nel 2009 quando per la prima volta l’esercito delle toghe arrivò a quattro cifre. Sono ora – dato freschissimo di questi giorni – 1.047. In otto anni dunque la crescita è stata davvero modesta dopo un boom durato a lungo in passato. Questa la “fotografia” dell’albo degli avvocati di Varese nel quale – udite udite – prevalgono e di netto le donne. Gli uomini sono 451; le toghe rosa 596.

Una professione dunque diventata al femminile? Forse no, anzi no, di certo aumentano le donne. Gli uomini mantengono però il primato (numerico) dei cassazionisti: 170 sui 255 iscritti all’ordine varesino degli avvocati. Le donne, quindi, sono moto più numerose tra gli avvocati non o non ancora cassazionisti: 377 contro i 220 uomini. L’incremento del genere femminile nelle aule dove si amministra la giustizia e negli studi dove si valutano questioni legali si nota anche tra le nuove leve: i praticanti semplici sono 108 di cui 76 donne (tra gli abilitati, il gradino sopra, primeggiano invece gli uomini). Gli studi associati sono in totale 76.

L’ordine degli avvocati di Varese è presieduto da Sergio Martelli. È bene precisare che i mille e oltre mille iscritti non coincidono con il numero di chi esercita full time e con continuità la professione. Lo si vede dall’iscrizione alla cassa forense nazionale che ha come presupposto un reddito minimo annuale, derivante appunto dall’attività di avvocato. Non tutti i varesini ne fanno parte. Ma questo è un altro discorso.

Come si piazza Varese rispetto alle altre città e province italiane? Sono poche o tante le toghe rispetto al bacino di utenza, ovvero gli abitanti? Da un recente censimento, fatto però su scala provinciale e quindi (come nel caso di Varese) unendo due o più ordini professionali distinti su base territoriale, emerge che la professione forense è in crescita esponenziale al Sud. Reggio Calabria, Catanzaro e Benevento sono infatti le realtà che hanno il maggior numero di avvocati ogni 10.000 abitanti. Superano anche Milano e Roma. Per intenderci: a Reggio Calabria, le toghe sono quasi il quadruplo di quelle di Varese.

C’è lavoro per tutti? Questo è un bel dilemma. Restringendo il campo alla Lombardia ed escludendo Milano, la provincia di Varese è comunque tra le prime in fatto di legali (dato sempre riferito a ogni 10.000 abitanti): 21,8 qui mentre Sondrio 14,7, Cremona 15,3, Lecco 17,1 e Bergamo 17,3 sono le meno “assortite” di avvocati.

Meglio di Varese solo Pavia (22,6 avvocati ogni 10.000 abitanti). Como è un filo dietro (21,5). Se è vero che negli ultimi anni è cresciuta la litigiosità, le questioni sempre più spesso vengono affidate alle carte bollate, altrettanto vero è che il numero di avvocati in circolazione è in grado di soddisfare la domanda.

A Varese quel numero è ormai consolidato e stabile appena sopra quota mille (1.047). Il trend al rialzo riguarda dunque la sempre più massiccia presenza di donne in toga.