Giù la disoccupazione Lombardia argento tra le regioni d’Europa

La Prealpina - 04/10/2017

Lo si sente dire spesso: «La Lombardia non ha nulla da invidiare alle altre grandi regioni, motori economici dell’Europa». Un refrain utilizzato strumentalmente da chi è al potere a Palazzo Lombardia, ma privo di appigli nella realtà? Niente affatto. I dati pubblicati da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, raccontano come la Lombardia sia al secondo posto per il minor tasso di disoccupazione dei cittadini tra i 15 e i 74 anni dopo Baden-Wurttemberg e davanti alla francese Rhone-Alpes e alla Catalogna. Per la cronaca, le statistiche, riferite al dicembre 2016, hanno certificato che la disoccupazione in terra lombarda ha toccato quota 7,4%. I risultati delle altre regioni? Nel Baden-Wurttemberg la disoccupazione era al 3,1%, nella francese Rhone-Alpes all’8,1% e in Catalogna al 15,7%. Anche prendendo in considerazione la fascia di età tra i 20 e i 64 anni il risultato non cambia di molto: al primo posto c’era sempre Baden-Wurttemberg con il 2,9%, seconda la Lombardia con il 7,2%, terza Rhone-Alpes con 7,5% e quarta la Catalogna con il 15,4%. La Lombardia sembra avere il vento in poppa anche per quanto riguarda l’occupazione. In questo caso, al primo posto si piazza la regione tedesca con l’81,8 per cento, seguita da Rhone-Alpes con il 73,6 per cento, Lombardia con il 71,1 e, infine, Catalogna con il 70,1 per cento. Da evidenziare il trend di crescita costante dell’occupazione in Lombardia, passato dal 69,3% del 2013 al 69,5% del 2014 fino al 69,8% del 2015 e il 71,1% dello scorso anno.

Se il numero di occupati in Lombardia per la prima volta ha superato i livelli pre-crisi del 2008, con 54mila unità in più, rimane tuttavia ancora elevato il tasso della disoccupazione giovanile, di coloro cioè che hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 anni. Secondo i dati Eurostat relativi al 2016 la Lombardia si attesta al 29,9%, la Catalogna al 34,3%, mentre Rhone-Alpes è al 21,3% e Baden-Wurttemberg al 5,8%. Da rilevare che, anche, che il dato lombardo è migliorato in un anno di oltre due punti percentuali, passando dal 32,2% al 29,9%.

«I dati sull’occupazione diffusi da Eurostat confermano quanto emerso anche dall’indagine di Confindustria Lombardia sul mercato del lavoro regionale e sono la riprova che la nostra regione è tornata ai livelli pre-crisi. Il confronto con i motori d’Europa ci fornisce quindi un’ulteriore iniezione di fiducia», ha commentato il presidente regionale di Confindustria Alberto Ribolla. «Il nostro è un mercato del lavoro maturo: da un lato, più inclusivo, con più donne; dall’altro, più selettivo, grazie alla presenza sempre maggiore di lavoratori più istruiti. C’è però molto da fare per i nostri giovani. Il 29,9% di disoccupazione giovanile, se pur in lieve calo, è allarmante e ci deve obbligare ad agire. Occorre, perciò, focalizzarsi sempre più sulle politiche attive e sulla formazione per ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta, in particolare in ottica del cambiamento epocale verso l’industria 4.0: se ci faremo trovare impreparati, non solo non colmeremo il gap, ma il divario rischierà di ampliarsi ulteriormente».