Giro di vite alla contraffazione

La Provincia Varese - 08/05/2017

Contraffazione e oggetti potenzialmente pericolosi nel mirino della Guardia di Finanza. Nei primi quattro mesi del 2017, infatti, i militari dei Reparti della Guardia di Finanza della provincia di Varese hanno contrastato il fenomeno della contraffazione, per la tutela del “Made in Italy”, ma anche per la tutela della sicurezza dei prodotti, intensificando i controlli nei confronti di diversi operatori commerciali, snodi produttivi, organizzativi e di smistamento e stoccaggio di merci. Complessivamente sono stati effettuati 60 interventi su tutto il territorio provinciale, in particolare allo scalo aeroportuale di Malpensa. L’attività ha portato al sequestro di oltre 1.600.000 articoli, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 43 persone, per i reati di contraffazione e frode in commercio. Sono 21 i soggetti segnalati alle competenti Autorità amministrative per le sanzioni previste dalle vigenti normative. Tra gli articoli sequestrati il primato va sicuramente ai prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa dell’Unione Europea e nazionale riguardo al tipo di materiali utilizzati o alla potenziale pericolosità dell’oggetto: si parla di oltre 1.500.000 articoli (giocattoli, materiale elettrico, casalinghi, accessori per la casa, accessori di telefonia, bigiotteria). Per quanto riguarda il fenomeno della contraffazione, quello più colpito è il settore dell’abbigliamento e accessori (con circa 10.000 articoli), ma anche occhiali, orologi di lusso delle più note griffes, borse (oltre 3.000 articoli). Oltre 10.000 pezzi sono stati sottoposti a sequestro in violazione della normativa a tutela del “Made in Italy”, prodotti realizzati all’estero e riportanti, invece, false indicazioni di origine e provenienza. Nel corso delle operazioni di servizio, in particolare, i militari della Compagnia di Gallarate hanno individuato un “negozio online” che metteva in vendita, via internet, pezzi di ricambio per auto e moto contraffatti e non rispondenti agli standard di sicurezza imposti dai fabbricanti. Le conseguenti attività promosse hanno portato al sequestro circa 1.500 pezzi di ricambio per moto contraffatti ben nascosti in un nascondiglio-bunker ricavato in un magazzino di stoccaggio in provincia di Rimini.