«Giovani, portate nuove idee»

La Prealpina - 22/12/2016

«Non ci piace passi l’idea d’un incubatore, è un termine abusato. La nostra volontà è quella di creare un vero e proprio campus digitale, in cui i giovani portino le loro idee e vengano seguiti nelle fasi di ricerca, studio e sviluppo».

Paola Giambartolomei presenta così “Quarry Up”, un’idea nata due anni fa in una pausa pranzo a Gianmario Volpi, dell’omonimo studio, e che ieri ha preso ufficialmente vita con la presentazione al pubblico.

«Senza voler sembrare poco modesti, siamo convinti che l’offerta che proporremo supererà quella di molti ambiti universitari. Qui da noi i prescelti lavoreranno sui loro progetti fianco a fianco con team di professionisti, senza essere relegati o divisi in uno spazio specifico e delimitato, ecco perché il termine incubatore ci va stretto».

“Quarry Up” sarà di fatto una costola di studio Volpi, con quest’ultimo condividerà infatti, oltre alla nuova sede di via Matteotti, tecnologie, personale e clienti. «Dopo aver selezionato i progetti più appetibili e sostenibili seguiremo i giovani e le loro idee. Di volta in volta, sfruttando le competenze del nostro team, saremo pronti ad aiutare nello specifico chi ci troveremo di fronte. Che abbia bisogno sotto l’aspetto del design, della tecnologia o della progettazione».

Tempo di realizzazione di un progetto stimato in tre, quattro mesi. I primi vedranno la luce nelle previsioni la prossima estate. Qui poi interverrebbe un fattore da non tralasciare, una volta realizzato il progetto sarebbe poi presentato al mercato attraverso uno studio che ha alle spalle 23 anni d’attività e una rete di clienti trasversale e che supera le duecento unità. «Una delle difficoltà maggiori per i nuovi prodotti- chiarisce Giambartolomei- è infatti l’inserimento nel mercato, non avrebbe senso non sfruttare le possibilità date dalla rete di clienti creata fin qui».

In giorni in cui la cronaca politica ci riporta a parlare dei cervelli in fuga ci troviamo di fronte ad una realtà in netta controtendenza. Oltre l’80% dei trenta assunti dello studio sono infatti sotto i trent’anni.

«Non è raro che universitari prossimi alla laurea ci chiedessero di poter frequentare il nostro studio, alcuni di loro sono entrati in pianta stabile con noi. Quella che viviamo non è una fuga di cervelli. È la fuga dei giovani che da noi non trovano le possibilità e dei loro sogni, noi speriamo di poter essere nel nostro piccolo un motivo per rimanere».

Restare è di fatto quanto scelto di fare dallo stesso studio Volpi, che ha deciso di cambiare sede ma rimanere e investire a Carnago. «È sempre stata la volontà di Gianmario. In più ci ha fatto piacere la disponibilità della municipalità che da subito ha approvato questo nuovo progetto. Ci hanno anche chiesto di poter sviluppare una loro idea specifica e noi saremo ben lieti di renderci utili».

Non sarà la prima volta in cui studio Volpi si troverà a dialogare con un comune. Quella che è stata vista come una “palestra” in vista di Quarry Up è infatti una app che avrebbe dovuto gestire la mobilità sostenibile di undici comuni del territorio.

Un progetto molto ambizioso che non ha visto la luce per motivi tecnici dovuti all’assenza di linee di trasporto preesistenti adeguate, idea lasciata in un cassetto pronta a tornar utile in futuro.