Gigi Farioli «Cara Busto, com’è difficile amarti e stare zitto…»

La Provincia Varese - 31/08/2017

«Sarà un settembre di sfide. Bene il dibattito sul referendum per l’autonomia, ora se ne apra uno sul nuovo ospedale. E il sindaco fermi i motori sulla vendita delle quote di Sea». L’ex sindaco Gigi Farioli ha trascorso il mese di agosto a Busto e si esprime a ruota libera sul presente e sul futuro della sua città. In un momento insolitamente caldo, e non solo per le temperature esterne, per la politica cittadina e per la maggioranza di centrodestra, che discute di rimpasto di giunta (non una novità “sotto l’ombrellone”, visto che lo stesso Farioli da sindaco a Ferragosto sfornò il documento che fece da apripista al clamoroso rimpasto del 2012 che portò per alcuni mesi la giunta ad avere solo quattro assessori) e del “caso” della cessione delle quote azionare del Comune di Busto in Sea, la società che gestisce l’aeroporto di Malpensa. Su questo tema Farioli ha spedito proprio un paio di giorni fa una lettera al “carissimo Emanuele”, il suo successore Antonelli, chiedendo un supplemento di riflessione sulla delicata questione. Sostenendo che «non è in termini di diritto societario che pesa un’influente partecipazione dello 0,05%, ma è in termini politici strategici e di cerniera» e lanciando un appello al sindaco: «Rifletti Emanuele, ferma i motori -» così Farioli nella lettera aperta – fanne oggetto di un dibattito almeno consiliare anche in prospettiva dell’incontro del 20 settembre (la grande “adunata” dei sindaci a Malpensafiere per il referendum dell’autonomia lombarda, ndr). Se possibile fermiamo i motori per un nuovo decollo, è un appello che faccio con la testa e col cuore». Un appello che Farioli è certo che «non lascerà indifferente» Antonelli, anche perché «non sostituirà la foglia di fico di una maggioranza provinciale che, basata su equilibri instabili e superata di fatto dagli ultimi confronti amministrativi, non può lasciare che il suo centro industriale e propulsivo sia terminale periferico di scelte fatte fuori dai confini e dagli interessi di quest’area. Se sarà possibile sfruttando l’alleanza determinante dei civici veri e non espressione di ipocrita trasformismo di potere sono certo che ancora una volta Busto saprà essere utile a se stessa, al territorio più ampio, all’Altomilanese e all’intera provincia di Varese». Insomma, l’ex sindaco è ancora al centro della scena, battagliero come non mai. Come ha vissuto, rimanendo come da consolidata tradizione in città, questo mese di agosto? Con la consapevolezza che la realtà mi impone di guardare la città con occhi diversi, ma anche che un grande amore, quello per la mia città e la mia comunità, non cambia, pur essendo la prospettiva necessariamente e, mi sforzo di dirlo, giustamente, diversa, altrettanta è l’intensità con cui mi sento coinvolto dalla mia comunità. Mi sono ripromesso nel corso di questo anno di essere fortemente rispettoso del fatto che una regole fondamentali della “polis” e di una politica alta è che ciascuno possa svolgere correttamente fino in fondo il ruolo a cui è chiamato senza invasioni di campo, ed è per questo che, pur con difficoltà, ho voluto impormi un ruolo discreto, attento, intenso, ma non invadente. Nella consapevolezza che chi è stato chiamato dalle leggi, dal popolo e dalle istituzioni a svolgere ruoli ha il diritto-dovere di farlo in piena autonomia e ampia libertà di scelta. Settembre si annuncia “caldo” su molti fronti bustocchi. Reggerà la maggioranza? Io parlerei piuttosto di sfide ambiziose, in cui il tempo non è una variabile indipendente. Non sarà un autunno caldo ma proficuo, in cui io credo si debba aprire un grande dibattito di approfondimento. Ci sono sfide affascinanti, come quella di una rivoluzione urbanistica che entra nel merito delle premesse innovative del Pgt, con diritti volumetrici, energia, ambiente e attuazione del Paes, oltre ad un’attenzione rigenerata all’Area delle Nord, e quella dell’identificazione di un welfare innovativo che si sposa con l’entrata in funzione della nuova riforma sociosanitaria, di cui Busto seppe essere protagonista attraverso un emendamento approvato l’ultimo giorno che creò il presupposto di un’ASST che per la prima volta ha superato i campanili e creato le premesse di una rivoluzione di welfare di cui un ospedale di eccellenza inserito in una rete territoriale può essere davvero il punto qualificante. E il fatto che l’ultima giunta prima delle ferie abbia posto l’accento sugli investimenti sulla città pubblica e sull’efficientamento energetico, che fu uno dei più grandi successi della parte finale della passata amministrazione quando il Paes, Piano d’azione dell’energia sostenibile, fu accreditato dal Jrc di Ispra, aprendo una sorta di “autostrada” su possibili finanziamenti pubblici/privati, regionali ed europei, sia fatto un altro passo decisivo per la realizzazione strategica di tutto il sistema delle partecipate bustocche. Un sistema che, mentre in altre realtà è stato vittima di politiche di svendita o di partecipazioni che hanno creato dissesto, qui può essere utilizzato strategicamente ancora come elemento di competitività. Vicenda Sea a parte, se dovesse dare un consiglio al sindaco per settembre? Il rapporto di amicizia consolidata con Emanuele, prima ancora che con il sindaco Antonelli, è tale che i consigli preferisco darglieli in privato. Ma siccome siamo uomini pubblici, credo che, come sia stato molto importante per lui scegliere di offrire la città ad essere teatro fondamentale del dibattito sul referendum per l’autonomia, perché questo riporta Busto ad essere realtà baricentrica a livello istituzionale, credo che un altrettanto approfondito dibattito con tutte le energie politiche, sociali, associative e istituzionali debba essere quello sul nuovo ospedale, non derubricato semplicemente ad opera pubblica o scelta urbanistica, ma punto di leva baricentrico per una rivoluzione infrastrutturale ma anche soprattutto sociosanitaria. E poi ritengo importante un approccio alla politica di bilancio preventivo dell’anno prossimo che sappia affrontare uno dei temi più critici e complessi dell’ultimo bilancio che, più per difficoltà enormi causati dalle politiche centrali che non per responsabilità locali, ha portato l’anno scorso due scelte che mi sono trovato personalmente a non condividere, pur non prendendo le distanze e comprendendo le difficoltà. Una è quella della tematica tariffaria sui cimiteri, che con intelligenza il sindaco ha saputo rimettere in discussione ma che necessita di un approccio più globale, determinato e coraggioso. L’altra è quella sulle tariffe del servizio rifiuti. Ora che i 27 soci Accam sono insediati senza orizzonti elettorali prossimi, è indispensabile arrivare ad una scelta coerente e coraggiosa, che non sottovaluti la valenza economica, sanitaria, ambientale ed urbanistica di un tema che tocca sì 27 Comuni ma soprattutto Busto Arsizio. Non solo per il successo di un accordo di programma oggi purtroppo negato e passato tra le nostalgie, che pose le basi di un’agenzia ambientale dalla raccolta allo smaltimento, anch’essa ormai difficile da realizzarsi per le scelte differenti dei due partner principali Legnano e Gallarate, ma anche perché il sito di smaltimento di Accam necessita una scelta che dia al Cda certezze di potersi muovere, incrociandosi con le scelte sul sistema delle partecipazioni di Agesp, già oggetto di scelte coraggiosissime in questi ultimi mesi, la revisione dell’organizzazione della Strumentale e il superamento del concetto di concessione delle farmacie private, che potranno essere vincenti se non saranno scelta di momento ma leva per ulteriore capacità di investimento.