«Già pronta la legge Il Senato la approvi»

La Prealpina - 04/10/2016

I piccoli negozi che soffrono, la grande distribuzione che fa di tutto per accaparrarsi anche solo un cliente in più con una flessibilità negli orari di apertura e chiusura che sta diventando esasperata. Il commercio in provincia non se la passa bene e cerca possibili vie di uscita. E la politica che fa? Si muove ?

«Basterebbe che il Senato approvasse la legge di iniziativa popolare che ha già avuto il via libera dalla Camera», afferma Angelo Senaldi, deputato Pd e membro della commissione Attività Produttive commercio ed energia della Camera. «Io sono stato relatore della legge – spiega Senaldi – che mette dei paletti sul tema aperture e chiusure e mette a disposizione del denaro per i piccoli negozi, affinché possano rinnovarsi sia nei locali, sia tecnologicamente». Insomma, un testo che dà risposte a tutti, dal momento che introduce l’obbligo di 12 chiusure annuali (corrispondenti ad altrettante festività nazionali: Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania, Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25 Aprile, Primo Maggio, Due Giugno e Ferragosto) con deroghe fino a 6 giorni e istituisce un fondo di 50 milioni di euro per i piccoli negozi. Due elementi che dovrebbero contribuire a spingere il settore. «Tant’è che la legge alla Camera è stata approvata senza contrari un anno e mezzo fa – continua Senaldi – ma da allora è ferma in Senato. Evidentemente la commissione industria di Palazzo Madama non la ritiene prioritaria. Abbiamo trovato un giusto equilibrio in questo provvedimento, ma se poi non riusciamo ad andare fino in fondo, non risolviamo nulla. Questa è una legge che potrebbe dare un primo segnale di riequilibrio tra Gdo e negozi di vicinato».

Poi, sottolinea ancora il deputato Pd, «è chiaro che il cuore del problema sta nel come consentire ai piccoli di sopravvivere, perchè offrono un servizio e sono anche presidio di sicurezza». Ma non si creda che la Gdo navighi in acque tranquille. Anzi. Per ipermercati e supermercati è caccia alla clientela, con tutte le strategie possibili, a partire dalle aperture h24 e nei giorni festivi. «Sono in evidente difficoltà – conferma anche Senaldi – E’ in corso una dura battaglia interna alla Gdo: probabilmente si è superato il limite di una offerta equilibrata». Alla base di tutto, poi, è chiaro che c’è la crisi dei consumi: sono diminuiti gli stipendi e di conseguenza lo shopping è passato nettamente in secondo piano. «Su questo fronte abbiamo cercato di dare un sostegno con gli 80 euro in busta paga – ricorda Senaldi – che, secondo alcune statistiche, sono stati utilizzati negli acquisti nel 70 % dei casi». E per il futuro che cosa ci si dovrebbe aspettare? «Io credo che sia necessaria, ad esempio, una riflessione sulla crescita dell’e-commerce – sottolinea Senaldi – ma anche sul commercio 4.0. Come sarà? Metto sul piatto due esempi. Sui prodotti ci potranno essere dei codici e microchip che consentiranno di fare il conto finale e pagare in modo autonomo. E le cassiere dove finiranno? Se ci saranno robot in grado di riempire gli scaffali, il personale interno servirà ancora? Forse è meglio iniziare a pensarci».