Gestione bagagli, salvi i dipendenti Ata

La Prealpina - 04/05/2017

Fallimento Ata, sono salvi i 722 lavoratori. I dipendenti della società di handling, suddivisi sui vari scali a livello nazionale (a Malpensa se ne contano quasi 300 nel carico e scarico, gestione bagagli e check-in) passeranno alle dipendenze della nuova società entrata in gioco, la Process Control, mantenendo invariata la sede e l’orario di lavoro. Tirano dunque un sospiro di sollievo a quasi un anno di distanza dal giorno in cui il tribunale di Roma, era il 28 luglio 2016, dichiarò fallita la società che anche a Malpensa forniva servizi di assistenza a terra per diverse compagnie aeree.

Dopo ore di trattative, l’altro pomeriggio in un hotel a Roma è stato sottoscritto con i sindacati confederali e Confial un accordo ai fini del passaggio dell’asset del fallimento Ata Italia srl in liquidazione all’aggiudicataria Process Control.

«Le premesse all’intesa ripercorrono dettagliatamente le fasi di acquisizione dal fallimento e di recessione dell’attuale affittuaria Wfsgi entro la data del 24 maggio 2017», spiegano in una nota Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «Il testo dell’accordo, ferme restando le previsioni di legge, stabilisce condizioni di miglior favore nel passaggio del personale alla Process Control, la quale a sua volta si impegna a garantire la continuità operativa e occupazionale in tutti gli aeroporti dell’ex Ata». L’accordo riguarda l’intero organico aziendale, dunque sia i lavoratori a tempo indeterminato sia gli stagionali o quelli con contratto a termine. Le parti sociali sottolineano inoltre come siano state definite condizioni di miglior favore, «in particolare l’esonero dalle tutele crescenti e il

rispetto delle previsioni dell’articolo 18 ante Jobs Act, il mantenimento delle previsioni normative ed economiche di ciascun lavoratore, compresi gli scatti di anzianità e la contrattazione di secondo livello».

Soddisfatto Luigi Bassani, segretario provinciale di Confial Trasporti: «E’ stato un processo lungo e faticoso, ma abbiamo salvaguardato i diritti pregressi e mantenuto il medesimo contratto collettivo. Il nostro impegno sarà ora quello di procedere a incontri periodici con la subentrante».

Ha scelto invece di non firmare l’accordo la Cub Trasporti: «Riteniamo tutta questa operazione poco chiara, che rischia di rimandare nel tempo la pessima situazione economica dell’azienda, con il forte rischio di ritrovarci tra pochi mesi peggio dell’attuale situazione. Abbiamo richiesto formalmente un intervento ispettivo, non riteniamo che ci siano i presupposti per sottoscrivere l’accordo proposto dalle società».