Germania, decolli in brughiera

Parafrasando una delle più celebri canzoni di Antonello Venditti, si potrebbe dire che certi voli fanno dei giri immensi e poi ritornano. E’ il caso dei collegamenti di Airberlin verso Dusseldorf e Berlino, scappati da Malpensa per accasarsi a Linate non appena il decreto Lupi – era l’autunno 2014 – lo consentì. Tre anni dopo la low cost tedesca – seconda compagnia del Paese con 8.500 addetti e 140 aerei – è in fase di dismissione e la concorrenza sta colmando il vuoto lasciato. A Milano lo fa la connazionale Eurowings, ripristinando di fatto su Malpensa ciò che il decreto Lupi tolse alla vigilia di Expo, con una perdita stimata in 500mila passeggeri. Era il 26 ottobre del 2014: con l’avvio dell’orario invernale, Airberlin trasferì dallo scalo varesino al Forlanini i tre voli giornalieri verso Dusseldorf e i due collegamenti quotidiani verso la capitale tedesca.

Lo poté fare grazie all’accordo di codeshare firmato con Alitalia per tutti gli allora 412 voli settimanali diretti delle due compagnie tra l’Italia e la Germania, l’Austria e la Svizzera. Airberlin, va infatti ricordato, era componente di punta della grande famiglia Etihad in cui Alitalia entrò a far parte nel 2013. Il colosso di Abu Dhabi deteneva il 29,2 per cento delle sue azioni, determinandone gli investimenti e le strategie, con un’operazione del tutto simile a quella effettuata per entrare come socio di minoranza di Alitalia. Ma Etihad lo scorso agosto ha deciso di chiudere i rubinetti sancendone così la bancarotta, tanto che Airberlin cesserà la propria attività il 28 ottobre prossimo. Lo hanno annunciato proprio ieri i vertici del vettore in una lettera inviata ai dipendenti. Con il prestito ponte erogato dal governo tedesco ormai vicino all’esaurimento e con le trattative ancora in corso con Lufthansa ed easyJet per la cessione dell’attività, «non sarà possibile – si legge – operare i servizi di volo al più tardi dal 28 ottobre prossimo, secondo la nostra attuale valutazione».

Stando alle dichiarazioni degli ultimi giorni, la low cost britannica sarebbe interessata ad acquisire fino a un massimo di trenta aerei, con i relativi equipaggi, mentre la parte restante potrebbe finire all’interno del colosso di Francoforte che nel frattempo, proprio com’è evidente a Malpensa, attraverso la sua sussidiaria low cost Eurowings ha già cominciato a colmare il vuoto che si verrà a creare nei collegamenti da e per la Germania finora coperti dai berlinesi. A Malpensa Eurowings approfitterà della progressiva sparizione di Air Berlin per potenziare la propria attività con due mosse: dal 15 gennaio il volo già esistente su Dusseldorf passerà da quattro a cinque frequenze giornaliere, mentre su Berlino – negli ultimi tre anni collegata a Malpensa soltanto con easyJet – si potrà volare verso l’aeroporto di Tegel con un bigiornaliero servito al mattino e alla sera dal Terminal 1. Il vuoto lasciato a Linate viene dunque colmato a Malpensa, chiudendo i conti con il passato e segnando – dopo il ritorno di Air France–Klm della scorsa primavera – l’ennesima rivincita dello scalo varesino nell’eterna lotta con il city airport.