Genova, mare a rischio Ci pensano i cardanesi

L’eccellenza varesina è in prima linea nell’emergenza ambientale di Fegino, il quartiere genovese dove il 17 aprile scorso c’è stata una grossa perdita di petrolio in seguito alla rottura di una tubatura dell’oleodotto che collega il porto petroli del capoluogo ligure alla raffineria Iplom di Busalla. A seguito della riunione che si è immediatamente svolta in prefettura a Genova per studiare come arginare e contenere la macchia nera ed evitare un disastro ambientale, il coordinamento tecnico operativo degli interventi Mise (Messa in sicurezza in stato di emergenza) è stato affidato infatti agli esperti della Belfor, società che ha il suo quartier generale in via Giovanni XXIII a Cardano.

La vicenda è tristemente nota: 500 metri cubi (che equivale a dire 500mila litri) di petrolio sono fuoriusciti a Genova dalla condotta danneggiata dell’oleodotto della Iplom, riversatisi nel rio Fegino e poi nel torrente Polcevera. L’incidente si è verificato dieci giorni fa, a seguito della rottura di una tubatura interrata della raffineria che ha sede a Busalla, nell’entroterra del capoluogo ligure.

Undici ore dopo la società cardanese era già sul sito con i suoi tecnici, per i sopralluoghi necessari alla definizione del piano operativo per la messa in sicurezza d’emergenza. Da allora, la squadra sta operando 24 ore su 24 con uomini e mezzi altamente specializzati, con l’obiettivo di raccogliere e contenere il prodotto fuoriuscito in fase libera.

Il gruppo Belfor è una multinazionale che opera da oltre quarant’anni in tutto il mondo, con oltre 7mila tecnici operanti in 300 sedi sparse su 26 nazioni, per oltre 100mila casi gestiti a livello globale. La base di Cardano al Campo è invece attiva dal 1987: gestisce oltre 800 interventi all’anno e assiste in via preventiva circa 70mila imprese in collaborazione con le principali compagnie assicurative. E’ specializzata negli interventi a seguito di incendi, allagamenti, calamità naturali, inquinamenti o incidenti di varia natura.

Il rogo nel tunnel del Monte Bianco, il terremoto in Emilia Romagna, le alluvioni in Veneto e a Genova, il maxi incendio in un centro commerciale a Forlì e quello che lo scorso anno ha colpito il terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino: questi sono soltanto alcuni dei luoghi in cui gli specialisti del risanamento post-sinistro di Cardano al Campo sono intervenuti per bonificare, risanare e ripristinare siti, impianti, strutture che hanno subito calamità di vario genere.

Con un imperativo costante: ritornare alla normalità, nel più breve tempo possibile. Proprio come a Genova, dove l’emergenza è ormai finita, anche se resta ancora tanto lavoro da fare. Ora infatti deve partire la fase numero due, ancora più complicata. Ed è quella delle bonifiche.