“Gelata” nel settore forni Sciopero alla Whirlpool

La Prealpina - 22/06/2017

Estate rovente alla Whirlpool: a sorpresa i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno indetto per oggi in forma unitaria una giornata di sciopero e agitazione nel sito di Cassinetta di Biandronno per il calo di lavoro annunciato nel settore dei forni. Non sono escluse iniziative di forte impatto nel sito produttivo vicino al lago di Varese. Mentre frigoriferi e microonde veleggiano in buone acque, non altrettanto si può dire per questa branca di produzione, sulla quale erano state riposte molte aspettative dopo l’approvazione del Piano Italia due anni fa. Si tratta dunque di un problema di volumi, che le organizzazioni speravano elevati, tanto da consentire anche l’ipotesi di nuove assunzioni in un generale progetto di crescita per il cuore produttivo del Varesotto (l’unico rimasto, dopo il recente trasferimento del quartier generale Emea, Europa, Medio Oriente e Africa, da Comerio a Pero, nell’area ex Expo). Ad animare i sindacati, non era un generale ottimismo, ma la linea indicata dalla stessa multinazionale degli elettrodomestici nel suo rilancio di Cassinetta. A fronte dell’abbandono della capitale direzionale con l’addio a Comerio, infatti, il colosso Usa aveva promesso massicci investimenti su Cassinetta, polo Emea dei prodotti a incasso. E ora che succede? «In base al Piano Italia era atteso un certo numero di forni già per il 2016 – sottolinea Tiziano Franceschetti della Fim Cisl -. Un progetto slittato al 2017 e che ora si arresta nella sua fase iniziale. In pratica, non si arriverà ai numeri previsti nel Piano, nonostante ci fosse la promessa di innalzare i volumi e la produttività. E di conseguenza l’occupazione. Le cifre sono ancora in forse, ma di certo ci hanno comunicato che la crescita prevista nel settore forni non ci sarà».

Una notizia inattesa e per nulla rassicurante, nonostante Whirlpool abbia annunciato 500 milioni di investimenti in quattro anni in Italia. «Quindi scioperiamo – dice Matteo Berardi di Fiom Cgil -. Ci sarà un presidio con blocco dei cancelli e della strada. Se gli accordi del 2015 non vengono rispettati non ci stiamo. «Ci preoccupa il fatto che verranno bloccate quelle 50 assunzioni in più inizialmente previste a Cassinetta», continua Franceschetti. Stupisce – ribadisce poi Paolo Carini, segretario di Fim Cisl – «che questo annuncio arrivi dopo il coordinamento nazionale di lunedì, nel quale l’azienda parlava di Cassinetta in modo positivo. Andava tutto bene solo qualche giorno fa. Poi che cosa è successo?». Tanto più che «l’azienda si era già organizzata coi turni per luglio. Fino a questa comunicazione che ha fatto esplodere rabbia e preoccupazione. Ne va del futuro di Cassinetta» – conclude Chiara Cola della Uilm.