Gallrate Il Summer chiude, fine della festa

La Prealpina - 19/07/2017

Doveva rimanere aperto fino al 2 settembre con la speranza di tenere compagnia ai gallaratesi (e ai tanti appassionati dei raduni estivi) nel mese di agosto con concerti, serate cabaret, musica e molto altro ancora. Ma l’esperienza del Summer Festival va in archivio prima del dovuto. Ieri si sono succeduti breafing e riunioni degli organizzatori fino all’epilogo annunciato: la chiusura.

La perizia: non a norma

«Abbiamo avuto problemi di sicurezza, prontamente segnalati dal mese di maggio ma mai risolti – annuncia l’amministratore della società Mec Luca Pagano – siamo costretti a interrompere l’attività. E di questo siamo molto dispiaciuti». A sua difesa cita la perizia del tecnico incaricato dalla stessa società che ha messo in evidenza una serie di irregolarità nell’impianto elettrico e in altri comparti, tanto da dire che «l’ottanta per cento dei lavori è stata fatta fuori norma». E solo adesso si accorgono? È stata l’osservazione ricorrente. Certo che no, «la prima e-mail è stata inviata il 28 maggio». Poi si è andati avanti lo stesso per salvaguardare un cartellone ricco di appuntamenti e, almeno all’inizio, molto seguito. Poi anche il pubblico è scemato. E questa, secondo alcuni, sarebbe la vera ragione dello stop anticipato. Poca gente, insomma, e lamentele da parte di chi sperava di fare affari ma si è trovato di fronte a un bagno di sangue.

Il lento declino

Gli ultimi episodi avrebbero compromesso un equilibrio già piuttosto instabile. «Mercoledì – spiega Pagano – un ragazzo si è fatto male per un problema legato alla pavimentazione ed è stato fatto un referto medico». Non solo: «Troppo spesso saltava la corrente con evidenti contraccolpi sulla merce tenuta in frigo, buttata via per ingenti quantitativi». Insomma, non c’erano più le condizioni per tenere aperta la grande area di divertimento dello Sciarè, una novità assoluta per Gallarate, 11mila metri quadrati che hanno fatto il pieno nei primi giorni. Poi il lento ma inesorabile declino (a parte pochi eventi) fino alla chiusura di ieri.

Tantissimo rammarico

«E’ con tantissimo rammarico che siamo costretti a interrompere il festival – continua l’amministratore di Mec – la nostra volontà, condivisa da tutti, era di fare per Gallarate una cosa davvero importante. Le responsabilità ce le prendiamo tutte perché ci siamo mossi sempre con tanta passione». Quanti i soldi persi in questa iniziativa? «Tanti, troppi. Ma sarei pronto a rifare tutto, solamente con un po’ di calma e un po’ di tempo in più, valutando con cura ogni aspetto. Lo spirito, però, è stato sempre positivo». Non resta, quindi, che ringraziare «il Comune, Exodus, gli espositori e tutti coloro che ci hanno creduto, compreso il pubblico».

Disoccupati ricollocati

Amareggiato è anche il direttore del festival Giovanni Vicenzino e il suo consulente Francesco Leo: «Ce l’abbiamo messa tutta per raddrizzare le sorti di questa iniziativa – spiega Vicenzino – ma c’erano troppe cose che non andavano. Io sono stato il primo a dire: “Se esce l’Asl vi fa chiudere tutto”. Alla fine è andata lo stesso così». Resteranno male anche quei disoccupati che avevano trovato lavoro come posteggiatori grazie al progetto messo in cantiere insieme a Exodus, tra cui Silvio, il clochard che vive nel camper insieme a Daniel e Jack. Vincenzino, però, vuole fare una promessa: «Mi impegnerò per ricollocarli, sperando di trovare il modo».

Stop al rumore

Chiude il Summer Festival ma non è finita la partita. C’è da immaginare che lo stop anzitempo della manifestazione possa scatenare le richieste di operatori e fornitori, oltrechè degli artisti che avevano tenuta ferma la data gallaratese. Gli organizzatori sono sicuri di aver rispettato i patti, ma non si tireranno indietro se sarà il caso di affrontare una battaglia giudiziaria, sperando che sia trovato un accordo prima di mettersi in mano agli avvocati. Tra tutti, comunque, c’è molta amarezza. Forse gli unici a gioire saranno i residenti di Cassano che si lamentavano per il rumore. Quelli gallaratesi avevano già alzato bandiera bianca da un po’.