Galli: quello che Regione fa per il nostro Sacro Monte

La Prealpina - 23/12/2020

Caro direttore,

l’articolo dedicato all’accordo di valorizzazione del Sacro Monte apparso sabato non ha dato adeguato risalto al ruolo istituzionale di Regione Lombardia. E ho trovato del tutto fuori luogo le parole dell’assessore al Turismo del Comune di Varese, Fabrizio Lovato.

I siti riconosciuti quale Patrimonio dell’Umanità in Regione Lombardia sono diciotto, tra patrimonio materiale, immateriale, uomo e biosfera, città creative. Il primo sito italiano inserito nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco oltre quarant’anni fa, il 26 ottobre 1979, si trova in Lombardia. È in Valcamonica, si chiama Naquane, è il sito delle incisioni rupestri, tra le quali c’è la Rosa camuna, ineguagliato simbolo di questa regione. Il patrimonio Unesco rappresenta un valore di identità e di grande attrattività, punto di forza dell’offerta culturale della nostra regione. Al quale, sin dall’insediamento, ci siamo dedicati con particolare attenzione. Della rete dei siti Unesco lombardi esiste infatti un logo e anche un tavolo di coordinamento, attivo presso l’assessorato regionale.

Oltre un anno fa, nella circostanza dell’anniversario del riconoscimento di Naquane – che nel 1979 ebbe la meglio, a sorpresa, su altre realtà come i Fori imperiali, il Colosseo e Santa Giulia a Brescia – abbiamo elaborato e sottoscritto un primo accordo di valorizzazione. Quello del Sacro Monte è il secondo. E seguiranno singoli accordi di valorizzazione con tutti gli altri siti Unesco lombardi. Si tratta di una precisa strategia.

Il Santuario di Santa Maria del Monte di Varese è parte del riconoscimento Unesco del 2003 relativo alla catena dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia e comprende anche il Santuario della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio, in provincia di Como. L’accordo – negoziato dalla Regione con il Ministero, attraverso la Sovrintendenza – da un lato vede il coinvolgimento dell’Arcidiocesi di Milano, del Comune di Varese, della Parrocchia e della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese; dall’altro la diocesi di Como, il Comune di Tremezzina (Como) e il Santuario della Beata Vergine di Ossuccio. Il primo obiettivo dell’accordo prevede il restauro conservativo della “Fuga in Egitto” di Renato Guttuso inserita nella terza Cappella della Via Sacra che conduce al Santuario di Santa Maria. E il termine dei lavori è fissato per la primavera 2021.

Il Sacro Monte ci ricorda della tenace resistenza lungo l’arco alpino, fra il XV e il XVI secolo, dapprima finalizzata a costituire dapprima un’alternativa ai luoghi santi di Gerusalemme e poi ad arginare l’espansione della Riforma protestante nel segno di un convoglio semantico che vede legati l’Europa, la Cristianità e l’Occidente.

L’Assessorato che ho l’onore di guidare intende proseguire senza indugi nella politica di valorizzazione di ciascun sito Unesco, con il deliberato obiettivo di realizzare una rete che si configura come una sorta di carta d’identità culturale – declinata al plurale – della nostra grande Regione.

Stefano Bruno Galli

 

Assessore all’Autonomia
e Cultura

Regione Lombardia