Galleria d’arte sotto il sole e le stelle

La Provincia Varese - 28/11/2016

Un piccolo borgo in bilico tra arte e natura. Per raggiungerlo da Varese basta immettersi sulla SS629 verso Besozzo – Gemonio, poi sulla SS394 verso CittiglioLuino) fino a Casalzuigno, da qui seguire le indicazioni per Arcumeggia sulla SP7. Senza traffico ci voglio 40 minuti circa. Il percorso da Casalzuigno ad Arcumeggia, anche se sono pochi kilometri, è su una strada di montagna, bellissima, ma stretta, perciò prudenza. E qui tra la Valcuvia e la Valtravaglia, ai piedi del Monte Nudo, c’è il piccolo borgo di Arcumeggia, nel comune di Casalzuigno, conosciuto anche come “Il paese dei pittori” ma anche prima esperienza di “galleria d’arte all’aperto”, mai realizzata in Italia. Affreschi sulle case In questo piccolo paesino di montagna sono infatti presenti, lungo le pareti esterne delle case, numerosi affreschi, alcuni dei quali realizzati da degli artisti contemporanei molto conosciuti e famosi anche a livello internazionale. Tutti gli affreschi furono realizzati tra la fine del 1950 e l’inizio del 1970, ma la tecnica, diversa a seconda del pittore che realizzava l’opera; in tal modo Arcumeggia è diventato un vero e proprio museo a cielo aperto. Ad Arcumeggia c’è anche la “Casa del Pittore”, dove vengono conservati gli affreschi degli allievi dei pittori e dove, nelle stagioni estive, vengono ospitati dei corsi di pittura dove tutti possono muovere i primi passi, organizzati tra l’altro anche dall’Accademia delle Belle Arti di Brera. Il borgo dipinto Una volta arrivati a destinazione, dunque, posteggiate all’esterno del borgo e iniziate la passeggiata. Dei pannelli illustrativi vi guideranno nel percorso fornendo spiegazioni sul soggetto e sull’autore di ciascun affresco. Il piccolo centro della Valcuvia, tra l’altro poco distante dal Lago Maggiore, è un vero e proprio “Borgo senza tempo”, dove le opere uniche ed irripetibili dipinte sui muri delle sue case richiamano una grande quantità di turisti e curiosi.Tra gli artisti che hanno voluto lasciare una loro opera ad Arcumeggia, troviamo le firme di Giovanni Brancacci, Remo Brindisi, Aldo Carpi, Cristoforo De Amicis, Carlo Fayer, Sante Monachesi, Aligi Sassu, Eugenio Tomiolo, Ernesto Treccani, solo per citarne alcuni. Tra i soggetti dipinti appaiono raffigurazioni simbolico -allegoriche, ritratti di antichi abitanti e di vecchi mestieri del paese, santi, scene religiose ed infine rappresentazione naturalistiche e paesaggistiche. Arcumeggia non offre solo le pitture, ma ha anche un grande patrimonio artistico come la seicentesca Villa Della Porta Bozzolo, con il suo giardino all’italiana e splendidi interni; il millenario Oratorio di San Bernardino, con affreschi quattrocenteschi e le tombe sotto la navata principale; la chiesa di Sant’Antonio, da cui si gode uno splendido panorama sul Lago Maggiore. Il piccolo borgo è un paese colorato immerso nel verde della montagna, con le case addossate le une alle altre, le strade acciottolate, le fontane d’acqua perpetua che accompagnano con il loro mormorio la visita agli affreschi sui muri in cui sono rappresentate scene di emigrazione, di vita agreste, di tradizioni. Viaggio tra i sapori Un’escursione ad Arcumeggia per godere del bel panorama sul Lago Maggiore ed ammirare le opere d’arte sui muri, merita anche l’incontro con alcuni prodotti tipici della zona, tra cui i formaggi caprini e bovini, ma anche miele, marmellate, confetture, conserve, sciroppi, salumi pregiati, il pane o il gelato fatto con latte di capra. Tra i formaggi più noti troviamo la Formaggella del Luinese Dop, formaggio a pasta molle prodotto esclusivamente con latte intero e crudo di capra, i caprini a pasta morbida della Valcuvia ed il gorgonzola Dop. “Il violino” Un altro prodotto raro e apprezzato per cui vale la pena una escursione ad Arcumeggia è il “violino”, uno speciale prosciutto ottenuto dalle cosce di capra o pecora allevate allo stato semibrado, oggi presidio Slow Food. Sono numerosi gli agriturismi o gli spacci delle aziende agricole dove potrete assaggiare questi sapori direttamente dal produttore. Produttori che, giustamente orgogliosi, sono disponibili anche a raccontare la storia del prodotto: la storia, la produzione, l’origine, tutta locale, delle materie prime utilizzate. Anche i vini locali sono di ottima qualità: i “Ronchi Varesini” bianchi, rossi e rosati il cui nome deriva dalla caratteristica coltivazione a terrazzamenti detta appunto ronchi, diffusa nella zona sin daseicento, come il Merlot, lo Chardonnay e il Materno, vincitore della medaglia di bronzo al “Mondial Du Merlot” di Lugano. n