Gallarate Venditori abusivi, fuga sul fiume

La Prealpina - 18/12/2018

Si calavano da via Dubini sul greto del torrente Arno. E da lì, lungo il letto del fiume, andavano fino alla zona dell’ingresso autostradale dove c’è il parcheggio delle Sorelle Ramonda. A volte il percorso era inverso. A compierlo erano i venditori abusivi di merce e cianfrusaglie in azione in via Dubini e nel piazzale di sosta dell’ospedale. Scappavano appena si accorgevano che i vigili arrivavano da quelle parti. Avevano escogitato questo sistema che permetteva loro di evitare il sequestro, visto che nascondevano i sacchetti sotto i ponti. Poi li tornavano a prendere.

Gestione familiare

Il meccanismo di fuga ha funzionato per mesi ma, nel contempo, anche gli agenti del comando di via Ferraris hanno intensificato i controlli. Sempre gli stessi ad essere bloccati: un gruppo di marocchini, in possesso di regolare permesso di soggiorno e residente nel Varesotto. Per la maggioranza erano fratelli e cugini: tutti imparentati per svolgere un commercio che, per loro stessa ammissione (quindi tendente a tenere le cifre basse), fruttava almeno 150 euro la settimana. Ma ieri pomeriggio di venditori abusivi non se ne vedevano in zona ospedale, né in via Dubini, né nel parcheggio. Nulla a che vedere rispetto all’inchiesta giornalistica svolta da La Prealpina una decina di giorni fa, quando erano stati avvistati ambulanti irregolari sia all’esterno, sia all’interno del parcheggio. Ieri non c’erano più.

Se ne vadano per sempre

«Il nostro non è un impegno da poco – sottolinea l’assessore alla Sicurezza Francesca Caruso – la nostra speranza è che, sequestrando merce a questi venditori abusivi ogni settimana, se ne vadano per sempre». Un’azione a tenaglia che ha visto impegnate due mattine alla settimana per tre ore 3-4 auto di servizio con agenti in divisa e in borghese, oltre all’intervento di macchine civetta. Trentacinque le violazioni accertate, ventiquattro i sequestri di merce. Questi, in estrema sintesi, i dati dell’operazione a tappeto svolta dal comando della polizia locale in tre mesi. Importante la collaborazione con i carabinieri, soprattutto nell’ultimo blitz, quello di venerdì che ha portato, oltre alla sanzione amministrativa e al sequestro della merce del venditore abusivo, anche l’informativa all’autorità giudiziaria che fa sconfinare il reato nel penale e, quindi, al reiterarsi della cosa potrebbe portare alla revoca del permesso di soggiorno e alla successiva espulsione dei trasgressori. Tutto ciò sulla scorta del decreto sicurezza, approvato proprio in questi giorni dal governo.

Interventi calendarizzati

«Il fenomeno del commercio abusivo è radicato su Gallarate come su altre città – spiega il vicecomandante dei vigili Giuseppe Martorana – qui si svolge prevalentemente in zona ospedale, fuori dalla stazione e dai centri commerciali. Grazie ad interventi calendarizzati abbiamo potuto far sentire con più incisività la nostra presenza. E i risultati si vedono». Meno venditori in giro per le strade e, soprattutto, non più molesti. Parecchie le chiamate giunte anche in redazione da parte di cittadini infastiditi per l’insistenza di alcuni di questi personaggi. Il timore, però, è che tornino: «Cerchiamo di continuare nei servizi – assicura Martorana – compatibilmente con tutti gli impegni del comando».

Un sistema di corde

A seguire in prima persona le operazioni, l’assistente scelto Marco Cantoni. Che testimonia: «Quando i soggetti vengono sorpresi, si lanciano nel fiume con un sistema di corde, nascondendo la merce negli anfratti. A quel punto inizia l’inseguimento». Per non farsi prendere i venditori in fuga abbandonano la loro mercanzia. Nei sacchetti ci sono accendini, torce, fazzoletti, cinture, «tutto materiale non deperibile». Tempo fa questi personaggi scappavano all’interno dell’ospedale, ma venivano bloccati lì dove li stavano aspettando i vigili. Ora si sono fatti furbi, ma il sistema è stato scoperto lo stesso.

Diciottenne con marijuana

«Apprezzo molto questa collaborazione – testimonia il capitano dei carabinieri Matteo Russo – e riproporremo presto dei servizi congiunti. Se necessario con l’ausilio di unità cinofile». Oltre alle violazioni accertate nel commercio abusivo è stato fermato anche un fresco diciottenne in moto che aveva tre grammi di marijuana sotto la sella. Ciò a coronamento dei servizi di sicurezza. Ma la guardia rimane alta: «Il report – spiega l’assessore Caruso – va da settembre a oggi. E non abbiamo nessuna intenzione di fermarci». Un modo concreto per dimostrare che la sicurezza è al primo posto.