Gallarate Sette regole d’oro di rilancio Parola d’ordine: semplificar

La Prealpina - 29/11/2017

Gallarate costruisce il suo futuro. Lo fa passando dalla variante al Piano di governo del territorio (Pgt), le cui linee guida sono state approvate durante la seduta del consiglio comunale di giovedì 23 novembre con 16 voti favorevoli (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Libertà per Gallarate, Donato Lozito e La Nostra Gallarate 9.9) e 7 contrari (Pd e Città è Vita). Per raggiungere l’obiettivo sono stati stabiliti sette punti forti da tradurre nella variante che, secondo le previsioni, dovrà arrivare in porto a tempo record, tra meno di un anno. La parola d’ordine è semplificazione. Spiega quale sarà il processo in atto l’assessore al Territorio Alessandro Petrone (Forza Italia, nella foto), nominato in sostituzione di Orietta Liccati dopo un lungo braccio di ferro tra il sindaco Andrea Cassani e il secondo partito della sua maggioranza, cioè quello berlusconiano.

1 – La sburocratizzazione

La nuova Gallarate, secondo quanto definito nelle linee guida, punta tutto su «sburocratizzazione e semplificazione». Ciò può avvenire con «massima razionalizzazione del procedimento amministrativo interno». La volontà dell’ente, quindi, è di «snellire partendo dal suo interno tutto l’apparato burocratico». E già questa è una bella rivoluzione.

2 – Stop al consumo di suolo

Al secondo punto c’è il contenimento del consumo del suolo tramite «l’opzione zero allo sfruttamento di nuovo suolo». Ciò può avvenire con «efficientamento e recupero dell’esistente, rigenerazione degli spazi già urbanizzati e priorità del riuso delle aree dismesse».

3 – Riqualificazione dei rioni

Una città non può dirsi tale, però, se non crea dei punti vivi sui quali costruire il suo futuro. Questi sono i nuclei «di antica formazione» in cui c’è l’obiettivo di realizzare «nuove piazze» con «equilibrio tra interventi in ambito privato e riqualificazione di aree pubbliche». Spiega Petrone: «Lo scopo è un percorso di valorizzazione finalizzato a trasmettere alle generazioni future le radici culturali, storiche, identitarie e religiose delle proprie tradizioni».

4 – Mobilità sostenibile

Il Piano di governo del territorio diventa stimolo per la revisione della mobilità, in particolare quella dolce. Per questo vengono ripensati i tracciati delle piste ciclabili «con ricucitura dei percorsi esistenti e connessione con quelli degli altri Comuni».

5 – Recupero aree dismesse

L’assessore Petrone parla di «chiusura delle ferite ancora sanguinanti», riferendosi alle aree dismesse. «La tecnica è quella di incentivare la trasformazione riducendo il contributo di costruzione, attivando una massima flessibilità nel rispetto delle funzioni urbane compatibili con il tessuto circostante». In particolare nelle aree attorno alla stazione ferroviaria, il casermone ex aeronautica, Palazzo Minoletti e piazza Garibaldi e gli immobili di via Bottini.

6 – Politiche per la casa

«Nuovi alloggi sociali per famiglie o cittadini a reddito meno alto», questo è un altro punto forte del nuovo Pgt. Il pensiero è rivolto «a giovani coppie, anziani e pensionati». Tutto ciò per far fronte a un fenomeno in crescita, «quello dei genitori in età avanzata, con pensioni appena sufficienti al loro sostentamento, che si trovano costretti a riaccogliere in casa figli separati o divorziati». Interventi da svolgere in partenariato con il privato: «Architettura a minor costo ma di qualità anche nei materiali. Basta alveari. No ghetti».

7 – Rilancio del commercio

Ultimo, ma non per importanza, è il punto «sul rilancio del sistema produttivo, commerciale e ricettivo». Un obiettivo da raggiungere tramite «sostegno al commercio di vicinato» sia in centro, sia nei quartieri. «Opzione zero all’insediamento di nuove grandi strutture di vendita. Progressiva e forte contrazione all’insediamento anche delle medie strutture». Ora non resta che attendere prima di passare alla fase della verifica. Se alle parole, quindi, seguiranno i fatti.