Gallarate Scintille sul commercio

La Prealpina - 30/11/2018

Stop alle grandi strutture di vendita e più oneri per le medie. Ma per le aree commerciali si consuma il primo scontro tra maggioranza e opposizione sulla variante al Piano di governo del territorio.

Mercoledì sera in commissione, nonostante si trattasse di una seduta di presentazione tutto sommato piuttosto interlocutoria dal punto di vista politico (le scintille erano attese mercoledì prossimo con l’illustrazione del Documento di piano), ecco il primo scontro tra il sindaco Andrea Cassani e il capogruppo del Pd, Giovanni Pignataro, sulla variante generale del Pgt. A stuzzicare l’amministrazione è l’ex assessore all’Urbanistica della giunta Guenzani, che afferma: «Non vedo grandi differenze negli ambiti di trasformazione e nell’impostazione sul commercio». Cassani non ci sta e smentisce categoricamente: «Negli ambiti residenziali semiestensivi, sono stati vietati i nuovi insediamenti di medie strutture di vendita, limitandole così fortemente. E sono stati inaspriti in ogni ambito gli oneri per la media distribuzione in tutte le aree, è un dato di fatto inequivocabile». Iniziative che per il primo cittadino sarebbero una «dimostrazione della volontà di tentare di impedire l’insediamento delle strutture di media distribuzione. Sono state inserite in alcuni ambiti di trasformazione, non come motore per farli partire, ma piuttosto a titolo di incentivo, pur mantenendo il principio di limitare le strutture che danneggiano il commercio vicinato e la loro finalità sociale sia in centro sia nei rioni periferici».

Insomma, la volontà della maggioranza è ferma e guarda soprattutto a favorire i piccoli negozi piuttosto che supermercati e centri commerciali. Questi ultimi, in particolare, non sono ammessi: il Pgt esclude le nuove grandi strutture di vendita, consentendo unicamente la riqualificazione di quelle esistenti.

Nuove medie strutture commerciali invece sono previste in diversi ambiti di trasformazione. Fino a 800 metri quadrati di superficie potranno essere insediate nelle aree dismesse di viale 24 Maggio, di via Galvaligi e di via Roma. Mentre nell’ambito di via Torino-Matteotti (ex Manifattura Tonetti, dove c’è già un interessamento di Tigros) e in quello di via Pacinotti, «a condizione che sia garantita l’opportuna accessibilità», la media distribuzione potrà arrivare fino a 2.500 metri quadrati.

Dallo studio commerciale allegato al medesimo piano si scopre peraltro che Gallarate, dati 2017, ha 1.349 attività di commercio fisso al dettaglio, delle quali 1.289 sono identificate come esercizi di vicinato (in crescita rispetto ai 952 di dieci anni prima), 55 rientrano tra le medie strutture (in diminuzione rispetto alle 67 del 2007) e 5 sono grandi strutture (dalle sei di dieci anni prima). Significa che, con il 95,55 per cento di strutture di vicinato, a Gallarate la media è superiore sia rispetto a quella della provincia di Varese (92,92 per cento) sia della Lombardia (93,16 per cento). Dati che negherebbero, a detta stessa dello studio sul commercio, la presenza di un fenomeno di desertificazione commerciale in città.