Gallarate «Progettiamo insieme la piazza»

L’esercito. Il sindaco Angelo Luini voleva i soldati più di vent’anni fa per “ripulire” la stazione da tossici e sbandati. Poi arrivò Exodus e, nonostante le diffidenze iniziali, il risultato venne raggiunto lo stesso. Merito della fondazione di don Mazzi, ma soprattutto della città che capì il grande valore di quest’area e cercò di rivitalizzarla. In questi ultimi anni, però, si è assistito a un progressivo degrado. I residenti si lamentano, le risse e gli episodi di spaccio, spesso con gli stranieri protagonisti, si moltiplicano. Che fare? Il Comune ha aumentato i controlli e le forze dell’ordine fanno il loro dovere. Ma ancora non basta. Ecco perchè il consigliere comunale Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia) decide di lanciare un messaggio forte che non deve essere inteso – chiarisce – come una critica nei confronti dell’amministrazione civica di cui fa parte ma come un sollecito da non lasciare cadere nel vuoto.

Segnale chiaro di risveglio

«Voglio rivolgere un plauso a Noor e a quei commercianti di piazza Giovanni XXIII che hanno predisposto luminarie e addobbi di Natale. Così si combatte il degrado. Così si dà un segnale chiaro di risveglio». Ma non bastano una lustrata alle vetrine, qualche abete e quattro festoni. Ci vuole molto di più, affinché piazza della stazione non diventi (come già è, secondo la maggior parte dei gallaratesi) più simile a un ghetto che al biglietto d’ingresso della città. «Bisogna progettare una nuova piazza», butta lì il rappresentante della destra gallaratese. Tutto ciò tramite due passaggi, da lui ritenuti fondamentali: un concorso di idee e il coinvolgimento dei privati. Ma l’obiettivo deve essere chiaro: «Cambiamo insieme la piazza». Perché è proprio da questo luogo simbolo della città che, secondo Martignoni, deve partire «la rinascita di Gallarate». Retorica? Soliti annunci vuoti? Il consigliere di centrodestra lo esclude e promette di darsi da fare nella sua maggioranza affinché l’obiettivo venga raggiunto.

Punti luce e bancarelle

«Quest’anno abbiamo perso una grande occasione – soggiunge – avremmo dovuto mettere un grosso albero di Natale proprio al centro della piazza. Non l’ha mai fatto nessuna amministrazione». Ma ora è arrivato il momento di cambiare il volto di piazza Giovanni XXIII, cominciando dalle piccole per arrivare alle grandi cose. «Bisogna – continua – aumentare i punti luce e studiare un sistema di bancarelle fisse per far sì che in zona stazione vengono attirate le famiglie e non gli sbandati». Sogno impossibile? Forse. Classiche buone intenzioni da inserire nella letterina a Babbo Natale? Certo che no. «Prendiamo esempio da piazza della stazione a Milano. In questi anni è stata rivitalizzata ed è migliorata molto».

Rispetto delle regole

In questo discorso, infine, si inserisce quello dell’integrazione degli stranieri, argomento sdrucciolevole per l’amministrazione di centrodestra che governa Gallarate, ma Martignoni non ha nessun timore nello spezzare una lancia a favore di Mohammad Noor, il bengalese che ha collaborato al restyling natalizio dei portici: «Lui è un musulmano regolare che lavora e che si è inserito nella nostra società. Ben venga questa sua iniziativa. È meritoria e dimostra che noi non siamo contro chi è qui e si comporta bene. L’integrazione si può costruire solo il rispetto delle regole».