Gallarate Prende multa sui tavolini ma non doveva pagare

La Prealpina - 07/06/2017

«Sono dodici anni che pago regolarmente tutto e una volta che mi dimentico di presentare un documento vengo punita». Non si dà pace Loredana Bellini, titolare del bar Bellini di via Borghi, sfogliando una a una le carte del problema che da un paio di settimane la manda in bestie. Fatica ad accettare non la punizione, bensì il suo peso eccessivo. Recapitatole tramite raccomandata inviata dall’Ica, ovvero l’azienda Imposte comunali e affini che si occupa delle riscossioni per conto del Comune, dalla quale spunta un bollettino con il dovuto, la sanzione per omessa denuncia che raddoppia la cifra di partenza, la multa per il ritardato pagamento che l’aumenta ulteriormente, le spese di notifica e pure l’arrotondamento. Totale 1.942 euro anziché gli originali 839,50. E tutto perché l’autorizzazione rilasciata da Palazzo Borghi per mettere fuori dal locale i tavolini è rimasta sbadatamente nel cassetto e non è stata portata, secondo obbligo del beneficiario, all’ufficio che raccoglie l’imposizione fiscale per il plateatico, benché il piccolo dehors fosse già allestito. Il bello della vicenda, se così si può dire, è che il dazio con grande probabilità non era dovuto. Né quest’anno né nei precedenti.

La perizia

«Mi ha fatto una perizia il geometra che si era occupato della documentazione vagliata dalla commissione Paesaggistica in funzione dei tavolini», spiega la titolare, continuando a scorrere il faldone da incubo. «È scritto qui: questi 20 metri quadrati non sono su suolo pubblico e neppure a uso pubblico». O equiparabili alle superfici demaniali. In pratica, sarebbero pertinenza condominiale. Di conseguenza non sarebbero sottoponibili alla tassazione. «Io pago dal 2005», scuote la testa, guardando ancora le due pagine del professionista che diventano punto fermo nel confronto aperto con il Comune. «Mai saltata una volta. E adesso per una dimenticanza mi tocca pagare il doppio. La mora ci sta, perché non ho presentato all’Ica l’autorizzazione, però così tanto mi sembra assurdo. Anche perché non mi hanno nemmeno inviato un sollecito».

Il 100 per cento

Nulla. Non un sollecito, non un avviso, non una telefonata. Soltanto la «visita in incognito dell’ispettore» per accertare che fossero fuori i tavoli. E ovviamente il bollettino da 1.942 euro. Con una multa pari al 100 per cento – sì il 100 per cento – della tassa: 839,5 euro il dovuto e 839,5 la sanzione. Si aggiungano 251,65 euro di mora, 11 di notifica e 15 cent di arrotondamento. Roba da far trasecolare, riprendersi e precipitarsi all’Ica. «Ho scoperto dell’ispettore da loro: a noi non si è presentato», prosegue la titolare. «Ho chiesto se fosse possibile fare ricorso, mi hanno detto di no. Ho chiesto se avessero avuto informazione dell’autorizzazione, mi hanno detto di no. Avevo presentato la richiesta in tre copie, pensavo che almeno una potesse finire in automatico a loro».

Immediata sanzione

A quanto pare, nell’era del digitale, non è previsto. Tanto che in calce all’autorizzazione stessa è scritto in neretto che è dovere del titolare portarla all’Ica. Sicché, il 4 gennaio Bellini ha inoltrato domanda, il 15 marzo il nullaosta è stato rilasciato dal comandante della polizia locale Antonio Lotito, il 24 maggio è arrivata la raccomandante di Imposte comunali e affini con oggetto “Avviso 9 per 2017 con immediata erogazione di sanzioni”. Tradotto: quando ti avvertono è già tardi.