Gallarate «Pochi negozi aperti di sera»

La Prealpina - 28/06/2017

«Tenere aperto il venerdì sera è un tentativo di rendere Gallarate un brand che attragga gente. Ma se siamo in pochi non serve a nulla».

È questo il riassunto della voce dei commercianti che, durante gli eventi organizzati dal Distretto Urbano del Commercio, hanno scelto di tenere i negozi aperti, fosse anche solo per tenere accesa la propria vetrina e farla vedere al grande flusso di persone che ci passa davanti. Sono comunque troppo pochi gli aderenti all’iniziativa per definirla un successo su tutta la linea.

L’appello del Naga era arrivato direttamente dal presidente, Luca Filiberti. Ma le difficoltà sono diverse. «Si tratta di una questione di mentalità: la gente va abituata al fatto che ci siano i negozi aperti, ma per farlo devono restare aperti tutti» spiega Sara Trezzi della libreria Biblos.

«È un passo in più che mi rendo conto che rappresenti un sacrificio. Soprattutto per chi ha attività a gestione familiare, ma è necessario».

La costanza nell’organizzare eventi ha portato il Naga a registrare un boom di partecipazione, la stessa cosa potrebbero farla i commercianti. «Ricordo bene quando abbiamo deciso di tenere aperto anche al lunedì. All’inizio la libreria restava vuota, ora è un giorno come gli altri». Abitudine, ma anche immagine. Le luci accese e le serrande alzate non fanno solo bene al commercio, ma fanno bene alla città.

«Noi non lo facciamo per vendere due borse in più, o almeno, non solo per quello» sottolinea Rasa Fontana di Fontana Bags.

«Se le persone vedono un centro con vetrine illuminate e negozi aperti, legge la città come una meta gettonata. Un posto dove valga la pena andare. L’unione fa la forza, anche se i risultati non si vedono subito. Crei affiliazione e le persone tornano». Soprattutto perché ora iniziano i saldi. «Giugno è stato un mese difficile, per tutti. Ma tenendo aperto permetti a chi passa di farsi un’idea. Ora inizierà il bello» ribadisce Antonio Russo di Pink.

«Se ci sono manifestazioni organizzate dal Distretto del Commercio, è giusto che si tenga aperto, altrimenti che senso ha? È sempre stato faticoso fare capire agli esercenti che se si porta la gente in piazza ed è tutto chiuso, è brutto». C’è poi chi è un vero affezionato dell’apertura serale e, grazie al prodotto che vende, ha un riscontro immediato, come Michela Perbellini di Cover Store. «Stare aperti è il minimo. Chi viene in piazza entra spesso nel mio negozio e ho notato una cosa: i ragazzi guardano e si interessano, poi con la famiglia comprano. E se anche non acquistano, in ogni caso guardano, ed è importante. Quest’anno c’è più movimento». Merito degli eventi, ma anche degli accessori collaterali.