Gallarate Pgt: sì della Lega Norda una nuova variantema con tre condizioni

Ok alla revisione del Piano di governo del territorio (Pgt), a patto che siano rispettate alcune condizioni. Il segretario cittadino della Lega Nord, Giorgio Caielli, le chiama «vincoli». Il sindaco Andrea Cassani usa il termine «paletti». Ma la sostanza non cambia. Se il documento di programmazione dell’urbanistica cittadina deve essere modificato, vanno osservati alcuni principi cardine. Che sono gli stessi predicati in campagna elettorale, i medesimi che portarono il Carroccio a contestare il Pgt del 2011, quello approvato in extremis dall’allora vicesindaco facente funzione di primo cittadino Massimo Bossi, assessore all’Urbanistica di Forza Italia, ma soprattutto successore di Nicola Mucci nel (breve) periodo tra la nomina dell’enfant prodige della politica gallaratese a direttore dell’Asl di Sondrio (incarico poi revocato per insufficienza di titoli) alle elezioni che sancirono la vittoria del centrosinistra con Edoardo Guenzani. All’epoca Lega e FI gareggiarono divisi proprio per marcare la differenza su alcuni punti cardine tra cui quello dell’urbanistica (e la gestione di Amsc, naturalmente). Nel 2016 sono tornati (nemici) amici alle elezioni e hanno vinto sull’onda di uno stranamore che ha coinvolto anche Fratelli d’Italia e diverse altre liste civiche. Al di là dei proclami, ora i nodi vengono al pettine, prima di tutto quello della programmazione del territorio. Non a caso l’approvazione del bilancio ha subito uno stop and go perché la maggioranza ha infittito gli incontri per dirimere la matassa urbanistica. Ma, ora, la cosiddetta quadra sembra trovata.

Volto nuovo della città

È il segretario leghista Caielli a rassicurare sul «clima collaborativo» che si respira nel centrodestra. Una serenità che ha portato a dare l’okay alla revisione del Pgt – ciò che Forza Italia auspicava da tempo – pur con le dovute cautele. Argomenta Caielli: «Ci siamo confrontati sul programma e sulla volontà di dare un volto nuovo alla città. Per fare questo si può lavorare in tanti modi, ma quello più corretto tecnicamente prevede delle varianti puntuali. Ecco perché abbiamo deciso di utilizzare lo strumento della revisione del Pgt. La nostra è una visione prospettica per dare un futuro a Gallarate. A patto che vengano rispettati alcuni vincoli». Il numero uno della sezione della Lega Nord li elenca in maniera chiara e inequivocabile, dividendoli per punti: «1) L’area della 336 non entra in variante, 2) non si deve costruire sulle zone verdi, 3) sono vietate nuove realizzazioni di grandi superfici di vendita». Poste queste tre condizioni si può cominciare a lavorare. Anche in questo caso, schematizzando: «1) Recupero delle aree dismesse, 2) valorizzazione dei centri storici».

L’eccezione ospedale unico

Ecco la ricetta della Lega, ecco quello che il tavolo di maggioranza ha accolto dopo un serrato dibattito. Con un’unica eccezione rappresentata dall’ospedale unico. «Quella è un’operazione che condurrà la Regione, tramite apposito accordo di programma». Come dire che l’impegno di non intervento sulle aree della 336 salta se arriverà il grande insediamento sanitario, ma solo per questo tipo di destinazione. Per il resto è stop assoluto da parte del Carroccio, nonostante i ricorsi milionari che pesano sul Comune all’indomani dell’approvazione voluta dalla giunta Guenzani che ha applicato l’opzione zero in un contesto nel mirino di costruttori, coop e grandi immobiliari da decenni.

Tutto alla luce del sole

Ma ormai è venuto il momento di voltare pagina. «Vogliamo dare una sterzata rispetto al quinquennio precedente fatto soltanto di rigore di bilancio», conclude Caielli. «I tempi ci sono per costruire una nuova città alla luce del sole, con un confronto trasparente che coinvolga tutti i cittadini. Noi non avevamo come priorità la revisione del Piano di governo del territorio, piuttosto ragionavamo su una logica di piccoli interventi. Ma dopo una più attenta analisi abbiamo capito che, se vogliamo realizzare il programma elettorale, questa è la strada maestra». I malpensanti e i maldipancisti sono serviti.