Gallarate Pgt non più ingessato

La Prealpina - 18/01/2019

Variante al Pgt, la semplificazione in cinque mosse. Così l’amministrazione vuole far ripartire l’edilizia. Anche nei centri storici, oggi ingessati dai vincoli: «Meno lacci e lacciuoli» promette l’assessore all’urbanistica Alessandro Petrone, che ha spiegato le novità in materia di semplificazione nel corso della seduta di commissione territorio di mercoledì, che ha fatto ripartire l’iter di discussione verso l’adozione della variante generale al Piano di Governo del Territorio.

Centri storici

Uno degli elementi più attesi è la semplificazione delle norme tecniche di attuazione che riguardano i cinque “nuclei di antica formazione” presenti in città: centro, Crenna, Cajello, Cedrate e Arnate. Nei centri storici, da tempo bloccati per i lacci e lacciuoli di una normativa mai veramente aggiornata dagli anni ‘80 a oggi, gli estensori del piano metteranno a disposizione schede e abachi, per chiarire cosa sia possibile fare e come. «L’obiettivo – spiega Petrone – è una maggiore flessibilità degli interventi di ristrutturazione e recupero edilizio e di riqualificazione. Oggi con il nuovo Pgt sarà consentito finalmente intervenire, prendendo atto anche della bellezza e utilità della architettura contemporanea, senza discostarsi dal principio di coerenza con il contesto esistente».

Parco del Ticino

L’appesantimento delle procedure burocratiche dovuto al fatto che la città fa parte del Parco del Ticino è un aspetto su cui il nuovo Pgt proverà a «semplificare tutto il semplificabile» e a far sì che il Parco possa essere «un valore aggiunto» e non un peso, attraverso un aggiornamento della carta delle condizioni del paesaggio e della carta della sensibilità paesaggistica, attraverso planimetrie che chiariranno in modo più preciso come intervenire.

Mix funzionale

Una novità per rendere più flessibili gli interventi da parte degli operatori, anche negli ambiti di trasformazione: si potranno inserire più funzioni per rendere più appetibili le aree disponibili.

Piani attuativi

Sono diversi i piani attuativi, convenzionati o meno, che si sono arenati negli anni della crisi e che giacciono in attesa di ripartire o meno, su cui il Comune ha già incamerato oneri o opere di urbanizzazione. Per evitare che sfocino nei contenziosi, l’operazione messa in campo con la variante è stata quella di «raccogliere contributi partecipativi per metterli in condizione di poter partire – fa sapere l’assessore forzista – visto che è interesse anche dell’amministrazione che non rimangano inattuati, per una questione di interesse pubblico e di tutela del paesaggio».

Meno “chilo-carta”

Un aspetto su cui il capo del pool di estensori della variante, l’architetto Massimo Giuliani, ha battuto in modo particolare è quello dello «smaltimento del chilo-carta»: meno scartoffie e più concretezza per semplificare la vita di chi opera sulla base della chiarezza delle regole. La forma scelta per realizzare questo obiettivo sono «tabelle, schede e abachi – spiega Petrone – per capire in modo veloce, immediato e comprensibile come si applicano le norme del Piano delle Regole» evitando di creare dubbi interpretativi.