Gallarate Nuovo Brand – «Vogliamo rilanciare la città»

La Prealpina - 15/01/2021

Gallarate, una fucina a cielo aperto. Il nuovo city brand della città parte dall’anima laboriosa che da sempre ha contraddistinto la città dei Due Galli. E nella “G” ecco spuntare una ciminiera. «Vogliamo rilanciare la città», afferma l’assessore alle attività produttive Claudia Mazzetti.

Come le grandi

Nel pomeriggio di ieri al Maga è stato presentato in anteprima il nuovo logo di Gallarate realizzato, come sponsorizzazione, dallo studio Mmg, una realtà trentennale della città. Un progetto ambizioso che, come svelato dall’esponente della giunta Cassani, prende spunto dalle città più grandi come Parigi e Toronto o, per restare nei confini italiani, Como. «Questo è il frutto di un lavoro durato mesi – evidenzia Mazzetti – è un progetto che racconta la storia della città». E l’obiettivo è duplice: uniformare la comunicazione istituzionale del Comune e promuovere la città, proprio come se fosse un brand. E per farlo è stato necessario, come svelato dalla titolare dello studio Laura Magnoli e dall’art director Mattia Fontanella, fare un tuffo nel passato. «Se conosci le tue radici e sai da dove parti allora puoi creare obiettivi da raggiungere», continua l’assessore.

Efficace e versatile

Alla base del progetto, come spiegato da Fontanella, c’è il lavoro di accompagnare e di unificare tutte le attività del Comune sotto un’immagine condivisa, che renda l’identità della città «riconoscibile ma soprattutto interessante, affascinante e contemporanea». Proprio per questo il logo, che è stato studiato dalla Mmg, racchiude e incarna i valori di pragmatismo, orgoglio e ambizione che «rappresentano il territorio cittadino». Ed un richiamo al territorio arriva anche dalla scelta del carattere «che si sviluppa verso l’alto» con una piccola modifica. All’interno della G infatti è stata inserita la silhouette di una ciminiera. Una scelta stilistica utilizzata per coniugare l’identità industriale della città con un’estetica che fosse proprio di Gallarate. E poi c’è il pay-off (la frase al di sotto del nome della città): una fucina a cielo aperto. In questo caso, spiega Fontanella, il termine fucina viene utilizzato come la metafora del fermento della città «che diventa una fonte di sorprese, servizi ed attività a disposizione in qualsiasi momento e luogo». Ma l’agenzia gallaratese ha guardato anche più avanti. «Abbiamo voluto realizzare un logo che fosse versatile – puntualizza Magnoli – abbiamo puntato sulla semplicità e sulle possibili declinazioni in base ai formati e ai supporti utilizzati». Entrano in gioco i colori («con cui identificare gli ambiti di azione») che richiamano sempre alla storia della città come il rosso delle mattonelle delle fabbriche, ad esempio. «È stata una bella sfida – confida Magnoli – volevamo racchiudere in un logo tutti gli aspetti positivi e le bellezze della città. Ci siamo lasciati ispirare dalla storia e dai grandi nomi che la città ha ospitato».

Sguardo al futuro

E per l’assessore Mazzetti il city brand diventerà un’altra freccia per promuovere la città. «È una grande opportunità da sfruttare per far conoscere la città, la sua storia e – conclude – le sue potenzialità». Senza dimenticare «il grande spirito di giovialità e laboriosità», usato da Pietro Tenconi per descrivere i gallaratesi che la Mmg ha preso come spunto per il nuovo logo.