Gallarate «Non fermate le auto»

La Prealpina - 03/03/2017

L’eterna lotta tra l’estetica e il pragmatismo si imbatte anche sui commercianti di via Postcastello a Gallarate. È bastata una frase del nuovo presidente del Naga, Luca Filiberti, «stiamo valutando la possibilità di semipedonalizzare quella via per aumentare la presenza di persone a piedi», per spaccare letteralmente l’opinione dei commercianti e non solo. Come emerge da una chiacchierata con loro in una normale mattina – quella di ieri – di lavoro.

«L’importante è che non chiudano del tutto la strada, altrimenti sarebbe la fine», afferma Paola Macchi del Calzaturificio Macchi. «Bisogna però ammettere che le persone, più vedono traffico più sono felici: in macchina vanno ovunque». Una promozione del progetto con riserva insomma, ma con un occhio particolare alle esigenze dei commercianti. «Non devono dimenticare che qui passano anche molti corrieri. Se riducono lo spazio per le auto diventerebbe un problema fare la zona carico scarico». Un intervento sulla viabilità, però, è ben visto, fosse anche solo per migliorare il manto stradale. «Magari così verrà sistemato l’asfalto, pieno di buche. Noi abbiamo anche rotto una vetrina per un sasso sparato da un’auto che è entrata in una falla provocata dal maltempo».

Ma c’è anche chi boccia categoricamente l’idea. «Il problema qui non sono i pedoni, ma i parcheggi», sottolinea Francesca De Luca del negozio Limoni. «Già aver tolto uno spazio per darlo ai motorini ha creato malumori. Sono ormai convinta che questa non sia una via molto propensa alla passeggiata, ma non siamo noi a decidere». Meglio, quasi, una soluzione più radicale: rendere tutta l’area pedonale. «Ma anche in questo caso non so quanto possano migliorare le cose. Dipende tutto da come vengono organizzati i parcheggi. Se chiudono la via, ma assicurano il doppio dei posti auto in una zona adiacente, allora potrebbe avere un senso». Il tutto però, con un occhio alle tariffe, già diminuite, ma non abbastanza. «Un euro e venti centesimi all’ora è una tariffa da città, ma una città come Gallarate non può permetterselo».

Ci sono poi realtà commerciali, come le gioiellerie, che hanno una clientela non da passeggio, ma più dedicata. «Difficile che un passante vada da un orefice», spiega Fabio Fiocco di Fiocco Gioielli. «Più probabile che venga già qui con l’idea di comprare qualcosa che sa di trovare». Per questo la sua analisi è più aperta a una lettura sotto diversi aspetti: «Esteticamente non si può negare che è molto interessante vedere questa area pedonale, con il passaggio di più persone che possano fermarsi davanti alle vetrine. Ma non si può non considerare l’aspetto pratico. I clienti vanno dove sanno che possono parcheggiare con tranquillità, possibilmente senza camminare troppo. Per questo l’area pedonale diventa quasi un limite». Una soluzione può essere incrementare il prestigio della via. «Ma questo lo puoi fare migliorando la pulizia, pulendo i palazzi, tenendo pulite le strade e allontanando i mendicanti che, ogni giorno, chiedono l’elemosina o vendono le rose».

In tutto questo c’è chi, come l’ingegnere Stefano Caligara, resta sbalordito nel sentire i commercianti criticare così aspramente l’eventualità. «È soltanto questione di abitudine», assicura. «Le persone devono iniziare a capire che in centro si va a piedi. Non capisco proprio i commercianti che preferiscono vedere le macchine passare davanti ai loro negozi a 70 chilometri orari, piuttosto che a piedi, lentamente, con la possibilità di vedere ciò che hanno da offrire. Però io non ho un negozio e forse non capisco la loro visione».

Una possibilità da non farsi sfuggire, dunque, nel percorso che porta verso la Smart city. Riappropriarsi della propria città, rendendola a misura di cittadino. Una visione romantica, lontana però dalla quotidianità di esercenti come Alessandro Bossi della tabaccheria di via Postcastello. «Pedonalizzare questa strada sarebbe una condanna a morte del commercio», sentenzia. «Non bastano gli esempi di aree che hanno visto, con la chiusura al traffico, un netto crollo delle vendite in negozi che prima andavano bene? Ormai se non hai la macchina non vai da nessuna parte e i clienti vanno praticamente solo dove puoi parcheggiare dentro l’edificio». Teoria provata da alcuni esempi: «I centri commerciali hanno grandi parcheggi e negozi tutti raggruppati. Se chiudono l’accesso alle auto qui, favoriscono ancora di più lo spostamento del commercio in quelle aree. Basta vedere quanto poco viene utilizzato il Seprio Park, che è comunque in centro. Le persone preferiscono andare altrove piuttosto che fare due passi. Sarebbe bello, è vero, vedere ampi marciapiedi, magari anche con qualche vaso di fiori. Ma non farebbe bene a noi».