Gallarate Nel nuovo Pgt spuntano 750mila metri edificabili

Nel verbale dell’incontro con le parti sociali ed economiche l’assessore Alessandro Petrone dichiara che ci sono “potenzialmente 750mila metri quadrati sui quali potrebbero atterrare funzioni di pregio”», afferma il capogruppo del Partito democratico, Giovanni Pignataro. «A qualche leghista questo potrebbe non piacere molto». Insomma, nemmeno il tempo di vedere la Variante di centrodestra al Piano di governo del territorio adottata in consiglio comunale, lunedì sera con la promessa di una significativa modifica dell’assetto urbanistico e con la manifestazione di un altrettanto simbolico cambiamento degli equilibri di maggioranza, e già le opposizioni di centrosinistra alzano il tiro per colpire il bersaglio politico protetto in aula dai numeri. Il fronte resta quello del consumo di suolo zero. Nel mirino ci sono ancora Lega e sindaco Andrea Cassani. La nuova bordata va ben oltre i 230mila metri quadrati di sbilancio ecologico denunciati da Pd e Città è Vita. E, guarda caso, il colpo è armato dalle potenzialità edificatorie lungo la superstrada 336.

Prg del 1989

Eh, sì. Al centro dell’attenzione tornano quei terreni che nello scorso mandato il centrosinistra con la sua Variante aveva piombato alla destinazione agricola sollevando l’ira dei proprietari e ai quali ora il centrodestra dà appunto un’altra possibilità associandoli all’arrivo dell’ospedale unico Gallarate-Busto e all’espansione di Malpensa. Il particolare dei 750mila metri quadrati indicati dall’assessore Petrone (Urbanistica) emerge dal verbale dell’incontro del 23 gennaio scorso pubblicato sul sito del Comune e non passato inosservato agli occhi di Pd e CèV. Di qui, il giorno dopo la seduta dell’adozione, il rilancio dell’accusa di voler liberare nuove aree per l’edificazione. Con Pignataro che completa il ragionamento: «Se dovessero dare un metro cubo ogni metro quadrato, in quella fascia, si arriverebbe a un potenziale di 2 milioni 250mila metri cubi. In pratica, quasi quelli del Prg del 1989».

Ballottaggio 2011

Azzardo? Forzatura? Forse. Sicuramente un tema che terrà banco almeno fino a luglio. Quando, dopo 30 giorni più 30 per le osservazioni e 120 a disposizione della Regione per dare il suo parere, si potrà procedere all’approvazione. Intanto, in una seduta più breve del preventivato (iniziata alle 18.15 è finita alle 21 e nessuno dei gruppi ha utilizzato, durante il dibattito, tutti i 15 minuti a propria disposizione), l’adozione della nuova Variante muta la fisionomia della maggioranza: sulla decisione più importante del mandato i 9.9 di Rocco Longobardi sostengono il centrodestra, garantendo numero legale, delibera finale e immediata eseguibilità. Mentre i due ferrazziani Luigi Fichera e Luca Carabelli, eletti nella lista della Lega e sostenitori esterni dell’amministrazione secondo discrezionalità, al momento del voto escono dall’aula con Pd e CèV. Insomma, in materia di urbanistica Libertà per Gallarate conferma la posizione tenuta al ballottaggio 2011.

Compatte

Poco cambia, pur in assenza di Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia) e del leghista Nicolò Postizzi, grazie all’aiuto dei 9.9 che permette 13 voti favorevoli. Anche perché Lega e Forza Italia sono compatte su questo fronte. Anzi, in aula è proprio il Carroccio a ribadire che la Variante si basa sul consumo di suolo zero. Ma in effetti, durante la presentazione del documento, Petrone non entra nel dettaglio dei «potenzialmente 750mila metri quadrati» dei quali aveva parlato alle parti sociali ed economiche.