Gallarate Negozianti di viale Milano«Ora lavoriamo meglio»

La Prealpina - 10/10/2017

«Via Ivrea è migliorata moltissimo nell’ultimo periodo e ora lavoriamo anche meglio». I commercianti di una delle strade più evitate del territorio gallaratese rialzano la testa a tal punto da dichiarare un, comunque cauto, ottimismo. È ancora fresco il ricordo delle botte ricevute dal titolare del negozio di animali di viale Milano, nella parte che fa angolo con via Ivrea, risalente allo scorso agosto. In quell’occasione il commerciante aveva subito la reazione violenta da parte di un passante per un futile motivo.

L’aggressore aveva infatti appoggiato la bici sopra l’auto dell’esercente gallaratese, ricevendo da quest’ultimo l’invito ad avere maggiore cura dei mezzi altrui. Da lì erano nate le sberle e gli episodi che avevano riacceso le lamentele di chi, ogni giorno, era costretto a vivere o lavorare in quella zona a due passi dal centro ma così interessata da comportamenti incivili e di violenza.

In principio furono gli alcolici, con i richiedenti asilo che, allora ospitati in via Beccaria, andavano spesso nei negozi multietnici a comprare le bevande fermentate, consumate poi, spesso e volentieri, direttamente fuori dai negozi e sotto i portici, scatenando risse quasi quotidiane. Una routine che aveva spinto il market multietnico di via Ivrea a togliere dal commercio questo tipo di bevande. «Una scelta coraggiosa», ammette uno dei dipendenti. «Ma necessaria per poter stare tranquilli». Una decisione, con il senno di poi, ripagata dall’evoluzione dei tempi. «Da allora non sono più venute qui quelle persone ma non abbiamo nemmeno più avuto furti di merce. Prima dovevi stare sempre attento che non rubassero il cibo o la birra stessa. Ora invece ho anche più clienti di prima. Si lavora molto meglio».

Svoltando l’angolo c’è un altro mini market, dello stesso tipo ma, in questo caso, con le birre normalmente in vendita. Pur avendo mantenuto il catalogo completo, episodi di gruppi di ubriachi non si sono più ripetuti.

«Tutto merito dei cartelli che ho appeso in negozio», rivela il commerciante dietro al banco. «Diciamo chiaramente che ci sono ordinanze che prevedono il divieto di consumo di alcolici sotto i portici. La polizia locale passa molto spesso e le persone si sono stufate. Ora vanno altrove, alcuni ora si recano proprio in un’altra città». Sorridono anche i titolari dei negozi italiani, come il vicepresidente del Naga, e fiorista di viale Milano, Marco Bandera.

«La situazione è molto migliorata rispetto a un mese e mezzo fa quando è successo il fattaccio dell’aggressione. Molti problemi si sono risolti per l’aumento dei controlli, fortunatamente. In concomitanza con questo anche il passaggio di gente è cambiato. Sono calate le lamentele e i pareri della gente sono buoni». Più passaggio significa anche più possibilità per incrementare il lavoro. «Per quello però è ancora troppo presto», spiega Bandera. «Lasciamo passare un po’ di tempo». Nella vicina stazione il problema degli ubriachi sotto i portici è ancora una piaga che sembra difficile debellare. Così non è più in via Ivrea che ora, da via dello sdegno, potrebbe quasi rappresentare un modello da imitare.