Gallarate Meno soldi ai Servizi sociali

La Prealpina - 07/03/2017

Si dice che nel bilancio di un Comune c’è la politica dell’amministrazione in carica. Nel previsionale 2017, presentato ieri sera in Consiglio comunale dall’assessore Moreno Carù (Finanze), il primo della giunta di centrodestra del sindaco Andrea Cassani, il punto di svolta rispetto ai predecessori emerge nelle spese correnti: nel complesso aumentano rispetto al 2016, passando da 49 milioni e mezzo a 51 milioni 616mila euro, tuttavia diminuiscono nella significativa voce dei Servizi sociali scendendo dagli 11 milioni 483mila dello scorso anno ai 10 milioni 723mila euro attuali. È forse la distinzione più marcata sul passato. Perché per il resto, volenti o nolenti, a parte alcune poste d’entrata aggiustate in onore del realismo, non c’è e non può esserci molta differenza nella programmazione contabile. A esempio, sebbene più alto l’introito, le tasse non cambiano né in giù né in su. O gli investimenti: considerato quanto traslato dall’esercizio precedente in quello corrente e vincolato alla destinazione originale (il completamento opere già finanziate vale un milione 868mila euro), malgrado un totale di 4 milioni 483mila euro, saranno destinati a lavori pubblici 2 milioni 700mila euro. Pressapoco il denaro usato annualmente nella fase di “massimo splendore” dall’esecutivo Guenzani.

Realismo

Del resto, i soldi sono questi. Dallo Stato arriva poco, l’edilizia non gira avvilendo gli oneri di urbanizzazione, pure con le multe dei vigili agli automobilisti indisciplinati si punta all’oggettività prudente. Così, come anticipato dallo stesso Carù, che ieri in aula si è avvalso di slide per spiegare al meglio il previsionale (ci sarà un’altra seduta per dibattito e approvazione), la linea tenuta è del buon senso e appunto del realismo. Rinviando i colpi a effetto a tempi migliori. Sempre che tornino.

Le entrate

Al momento si deve fare di necessità virtù. Sicché l’entrata più importante rimane quella fiscale: 38 milioni 780mila euro, con un incremento sui 34 milioni e mezzo del 2016. Ma in realtà la pressione non cambia e a fare la differenza sono i 4 milioni e 900mila euro di arretrati inseriti nella voce. A pesare qui, in negativo per il Comune, è il rimborso statale dell’Imu sulla prima casa che si ferma a 3 milioni 200mila euro. «Manca un 30 per cento del valore effettivo», ne prende atto a malincuore l’assessore. Mentre i trasferimenti da enti superiori assommano a 3 milioni 614 mia euro. Anche in tal caso, appurata l’irrisoria mancetta spedita da Roma a Gallarate (916mila euro), bisogna però considerare alcuni correttivi che ridimensionalo la cifra: dei 2 milioni 600mila euro inviati da Regione e Azienda territoriale sanitaria il 90 per cento appartiene ai piani di zona per i servizi sociali, quindi appena entra esce. Tra le altre entrate extratributarie di rilievo ci sono il milione 100mila euro di multe per violazione del Codice della strada (la metà rispetto al 2016), il milione 400mila euro delle rette della refezione scolastica e i 2 milioni 234mila euro di depurazione e fognatura.

Le uscite

La spesa maggiore rimane quella corrente con 51 milioni 616mila euro (lo scorso anno era di 49 milioni e mezzo) nella quale si elevano i 10 milioni e mezzo per il personale. Al secondo posto delle uscite troviamo lo smaltimento rifiuti con 7 milioni 295mila euro. Poi: alla refezione scolastica si girano 2 milioni 150mila euro, agli interventi a favore di disabili un milione 815mila euro, alla Fondazione scuole materne un milione, ai ricoveri per anziani 900mila, alla sicurezza 850mila, al sostegno alle scuole 680mila e al Maga 600mila.

Gli investimenti

Limitato, dunque, lo spazio di manovra. Gli investimenti sono quelli anticipati da mesi: i lavori indicati nel bilancio partecipato 150mila euro, soprattutto le manutenzioni straordinarie alle scuole con un milione, a strade e e marciapiedi con un altro milione, agli alvei e ai corsi d’acqua con 120mila euro e ai parchi cittadini con 50mila.

Il pareggio

Il previsionale 2017 pareggia a 57 milioni effettivi. Anche se ufficialmente tra entrate e uscite il punto d’equilibrio è a 77 milioni. Ma 5 sono anticipi di tesoreria e 15 partite di giro: soldi che non si vedono nemmeno.