Gallarate – «Malpensa è un vantaggio»

La Prealpina - 04/02/2022

Masterplan sì o no? Il sindaco Andrea Cassani, che parla dell’aeroporto a nome del più grande Comune d’area dove risiedono 1.700 persone che ci lavorano, non ha dubbi: «Malpensa è un vantaggio. Il fatto di avere sul territorio l’azienda più importante della provincia di Varese è già un vantaggio. Chiudesse, si perderebbero parecchi posti». Ecco il motivo che lo spinge ad affermare, ribadire, addirittura pubblicare su Instagram, il suo «sì pieno» al progetto di sviluppo preparato da Sea (la società di gestione), presentato da Enac (Ente nazionale aviazione civile) e al vaglio del ministero della Transizione ecologica per l’imminente decisione sulla procedura di Valutazione di impatto ambientale. Il confine tra il nullaosta alla crescita di qui al 2035 (con ampliamento della Cargo City in particolare) e il blocco che porterebbe al declino.

Certo, il sostegno non è incondizionato. Pure Cassani vuole garanzie sulle compensazioni, naturale. Ma prende una posizione forte rispetto ai colleghi del Cuv (Consorzio urbanistico volontario, raggruppa i nove Comuni dell’intorno aeroportuale) e apre un filo diretto con Sea attraverso la commissione Malpensa istituita ieri sera in consiglio comunale. Del resto, la città è legata all’aeroporto intercontinentale, tanto che negli anni Settanta ai tempi d’oro della mitica Twa (nell’attuale Terminal 2, all’epoca unico, la compagnia statunitense aveva un’importante base e tra i dipendenti diversi stimati gallaratesi) era addirittura meta di gita di classi elementari. Insomma, la parola d’ordine di Palazzo Borghi è una: sviluppo.

 

«Capisco che vi possano essere rimostranze da parte di qualche Comune e del Parco del Ticino: quando si va a toccare terreno vergine spiace a tutti», entra nel merito Cassani. «Ma rispetto a quello del 2009, che prevedeva l’utilizzo di 400 ettari, questo Masterplan ne prevede 90 dei quali meno della metà per infrastrutture». Soprattutto, il sindaco non accetta che si mischino le richieste. Ha letto le osservazioni di Cuv, Parco e Unicomal. Su quelle del Consorzio rimarca: «Si capisce che hanno anche ragione sulle questioni ambientali, ma poi sbattono dentro che Sea dovrebbe costruire fuori dal sedime. Cosa cambia a livello ambientale? Nulla. È un discorso economico quello dei Comuni. Ed emerge chiaramente nel punto in cui chiedono di essere foraggiati dal gestore». Ovvero, un fondo fisso a loro favore. «Capisco che chi ha disagio chieda vantaggi, ma ribadisco che già avere qui l’azienda Malpensa sia un vantaggio». E sui comitati: «Quelle di Unicomal sono stupefacenti. Dicono, tra le altre, “basta prezzi stracciati dei voli”, “basta pubblicità del settore aereo”, “basta malaffare e criminalità”. Ma bisogna rispondere a ciò? Manifestano sempre le solite persone che fanno parte del medesimo gruppo pur spacciandosi per associazioni diverse. Contiamole».

Non dovesse passare il Masterplan 2035 la perdita nei prossimi 15 anni sarebbe di 25mila posti di lavoro e degli incrementi al trasporto merci delle aziende locali. «O si fa una battaglia ambientale o se ne fa una economica», incalza Cassani. «Certo, Sea deve fare ancora molto. Ma sediamoci al tavolo e discutiamo di compensazioni. Senza impedire lo sviluppo del territorio».

Un’ultima cosa. Gallarate è ancora interessata a entrare nel Cuv? «No: non vogliamo entrarci. Il Comune è socio di Sea. Settimana prossima ci sarà una riunione in Regione e credo proprio che saremo invitati». Come interlocutori diretti, appunto.