Gallarate MAGA – Tutti in coda per Andy Warhol

La Prealpina - 23/01/2023

«Ho avuto paura di non trovare posto, ma abbiamo provato lo stesso anche se non avevamo prenotato. Questa mostra avrà successo».

Diceva così ieri pomeriggio una giovane donna che aveva appena acquistato il suo biglietto per visitare la mostra “Andy Warhol – Serial identity”, inaugurata sabato pomeriggio, con il più classico “parterre de roi”, nelle sale del Maga. Parole profetiche, a giudicare dai numeri del primo vero giorno di apertura al pubblico restituiti dalla biglietteria: 433 prenotazioni per l’intera giornata e alle 16.30 di domenica il totale – calcolati anche i biglietti venduti sul posto – segnava già i 616 ingressi. Con un po’ di coda ad ingrossarsi di nuovo a metà pomeriggio, dopo il tutto esaurito della mattina.

 

«Cerchiamo di non respingere nessuno», spiegava uno degli addetti all’ingresso. Per snellire le operazioni alla biglietteria sono state organizzate due file, l’una per chi aveva già acquistato online il proprio titolo di accesso, l’altra per chi ancora doveva comprarlo. Il personale disposto sui diversi livelli del museo di via De Magri ha lavorato con attenzione per controllare che le sale non fossero mai troppo piene. Le stime iniziali prevedevano l’ingresso di circa 45 persone ogni mezz’ora, ma l’affluenza e la disposizione dei visitatori all’interno dei diversi ambienti hanno fatto salire l’asticella.

Fino a 70 nell’arco di trenta minuti nei momenti di picco, ipotizzava ieri pomeriggio in via ufficiosa qualcuno dei presenti. A lasciarsi colpire dai colori pop di Andy Warhol anche diversi bambini e ragazzi. «Siamo venuti da Varese, non avevamo prenotato perché non eravamo sicuri di farcela», raccontava una mamma con la sua piccina di quattro anni, appena uscita dal museo.

In coda, però, c’era gente di tutte le età. «E’ la prima volta che veniamo al Maga, ci eravamo stati quando il museo era nell’altra sede – la testimonianza di un varesino -. Non siamo molto per l’arte contemporanea, ma volevamo approfondire». La location, con l’abbinamento tra museo e biblioteca, raccoglie consensi tra chi viene da fuori. «Non si vede tutti i giorni, nemmeno a Varese», il commento di un’altra varesina e pure di una coppia che dal nord della provincia era venuta a Gallarate con grandi attese nei confronti dell’uomo che ha trasformato in arte i simboli della cultura di massa, ma è uscita dal Maga più convinta della bellezza della sede museale che del genio di Warhol. Pieni ieri, nonostante fosse il primo giorno di una grande mostra che ha portato in città circa duecento opere di respiro internazionale, anche gli spazi destinati ai ragazzi che si danno appuntamento in via De Magri per studiare.