Gallarate La rivoluzione è nei rioni Nessun cambio sulla 336

La Prealpina - 16/05/2017

Si fa largo il futuro urbanistico di Gallarate con il rilancio dei centri storici di ogni quartiere, il recupero delle aree dismesse pubbliche, la revisione della viabilità, il miglioramento dei parcheggi, lo sviluppo della rete ciclopedonale. E le aree lungo la 336? Resteranno a destinazione agricola, salvo farle rientrare secondo possibilità nel processo regionale di modifica della zona legato all’ospedale unico. Nel tardo pomeriggio di ieri, a Palazzo Borghi, in commissione Pianificazione territoriale, il primo passo verso tutto ciò con la presentazione da parte dell’assessore Orietta Liccati (Urbanistica) delle linee guida della nuova variante della giunta di centrodestra al vigente Piano di governo del territorio. Ovvero, quello emerso dalla variazione del documento originale attuata dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Il faro resta il contenimento del consumo di suolo. Sull’opzione zero si vedrà.

L’obiettivo

«Vogliamo rivedere interamente il Pgt, partendo da un’analisi approfondita dell’esistente e lavorando su un piano che sia organizzato per destinazioni non escluse, come l’attuale, ma compatibili», indica l’obiettivo Liccati. E subito aggiunge la filosofia: «Non è possibile creare un progetto di città dicendo cosa non si può fare. Crediamo che per crearlo occorra invece indicare quali destinazioni e quali criteri applicare. Non sarà un piano chiuso, anzi valuterà ogni possibile soluzione compatibile per ogni ambito, lasciando al privato giusti ed equilibrati spazi di manovra. Soprattutto, vogliamo regole chiare e definite».

Aree 336

Poco spazio di manovra, però, c’è lungo la superstrada di Malpensa. Nelle famose aree della 336. L’assessore non ha dubbi: «Le superfici non sono state considerate dalla Regione nel progetto sanitario, in quanto frammentate nella proprietà e oggetto di contenziosi importanti contro il Comune. Tuttavia noi abbiamo chiesto che lì sia prevista una viabilità alternativa. Sicché, sebbene a livello locale non cambierà la loro destinazione agricola, potranno essere interessati dall’operazione ospedale unico per infrastrutture e servizi». Tradotto, grossomodo, significa che a Palazzo Lombardia spetta la decisione e a Palazzo Borghi il compito di sostenerla.

I quartieri

Un palinsesto della variante è il rilancio dei quartieri gallaratesi attraverso il recupero dei loro centri storici. «Anche per preservare e trasmettere alle generazioni future le radici culturali, storiche, identitarie e religiose delle nostre tradizioni», spiega la delegata all’Urbanistica. Dunque, si procederà con la rilevazione degli edifici, l’analisi di interventi e materiali, le perimetrazioni, l’aggiornamento della mappe, l’individuazione dei casi in cui si può modificare la morfologia, il nuovo disegno urbano. «Vogliamo un piano che entri più nel merito, che non soltanto normi il privato, ma anche il pubblico».

Superfici dismesse

Altro elemento qualificante è il recupero delle superfici dismesse. Ecco la motivazione: «L’intero organismo urbano ha necessità di essere aggiornato alle esigenze di una città che non cresce quantitativamente, che ha mutato il proprio modo di produrre, di lavorare, di impiegare il tempo libero, che vede nuovi possibili motori di trasformazione per attrarre diversi attori socioeconomici». Le aree pubbliche interessate sono il Casermone di viale Milano, Palazzo Minoletti e l’ex scuola Gerolamo Cardano di via Bottini. Poi ci sono quelle private. E qui si procederà «con politiche incentivanti volte alla trasformazione» basate su riduzione del contributo di costruzione ed esecuzione per lotti.

La politica per la casa

Muta poi l’ottica nell’emergenza casa. La giunta Cassani punterà sul social housing, anche di iniziativa privata, sganciandosi dalle politiche dell’edilizia residenziale pubblica.

Il commercio

Infine, come ampiamente annunciato, in ambito commerciale sarà promosso l’incremento dei negozi di vicinato. E saranno permesse, se sostenibili, le medie strutture di vendita.