Gallarate La piscina resta chiusa No ai lavori-tampone

La Prealpina - 16/03/2018

Il tappo è tolto. Le vasche di Moriggia sono svuotate. In ogni senso. Metaforico, ovvio, almeno al momento. Ma pure pratico, amministrativo, politico e aziendale. Le piscine coperte restano chiuse al pubblico sine die: la stagione invernale 2017/18 è conclusa. L’intervento tampone costa troppo rispetto ai benefici, dunque non vale la pena. Così, corsisti e abbonati del nuoto libero saranno rimborsati a partire da lunedì prossimo con bonifico bancario dopo compilazione di apposito modulo. Questa è la decisione deliberata mercoledì sera e resa pubblica ieri pomeriggio dal consiglio di amministrazione di Amsc, presieduto da Roberto Campari (in quota Lega) e completato da Micaela Mora (vicepresidente, Forza Italia) e Matteo Tansi (Lega), in piena antitesi rispetto al sindaco leghista Andrea Cassani. Il quale, in qualità di rappresentante dell’azionista unico dell’azienda (99.98%), vuole la riapertura dopo i due lavori necessari (installare la rete anticaduta al controsoffitto e puntellare i cunicoli sotterranei) permettendo all’utenza di terminare l’annata al chiuso. Mentre l’impianto all’aperto non è in discussione e, salvo sorprese, funzionerà nei tre mesi estivi.

La rottura

È una vera e propria rottura della governance di Amsc nei confronti del Comune. Dopo due anni di tira e molla su vari temi, a partire da quelle linee di indirizzo rimaste a lungo ad ammuffire in un cassetto di Palazzo Borghi, l’emergenza piscina peggiorata dal mancato bando per il project financing è la goccia che fa traboccare il vaso. E chi ha la responsabilità formale dell’azienda si prende anche quella di attuare la soluzione ritenuta migliore in barba alle pressioni.

La fiducia

Il particolare che nel cda ci siano due uomini della Lega, poi, aggrava il problema politico nella maggioranza di centrodestra. Perché Cassani, a quanto è dato sapere, non ha più fiducia nel presidente e nei due consiglieri. Tuttavia i tre non sarebbero tenuti a rassegnare le dimissioni nemmeno se gli venissero chieste in modo ufficiale. Per cacciarli – la situazione dovrebbe precipitare ulteriormente – l’esecutivo dovrebbe modificare la forma gestionale: ripercorrere quanto fece il centrosinistra e passare dal consiglio ristretto all’amministratore unico. Però serve un nome. E, soprattutto, serve l’intesa in maggioranza. A esempio, appena tornata al governo della città, FI era contraria a tale opzione.

Il delegato

Sarà ancora così? Mah. Da quel fronte di certo c’è l’assenza di una presa di posizione del vicesindaco forzista Moreno Carù. In teoria, il principale referente in giunta dell’azienda in quanto delegato alle Partecipate. E non a caso.

Il bene della comunità

«Il presidente Roberto Campari e i consiglieri Micaela Mora e Matteo Tansi, essendo chiamati a gestire un bene della comunità, hanno ritenuto di agire come farebbe ogni buon padre di famiglia, pensando da una parte alla gestione economica e dall’altra alla sicurezza degli utenti che deve essere garantita al 100 per cento», è la frase conclusiva del comunicato firmato dal cda intero – inviato in contemporanea a oltre 2mila sms agli abbonati – nel quale si ufficializza la chiusura. Decisa «dopo un’attenta verifica della relazione tecnica sullo stato della struttura e sulle tempistiche prospettate per gli interventi di messa in sicurezza». In pratica, a seguito dell’esito della perizia, recapitato in via Aleardi martedì, che segnala quale lavoro «più rapido, ma comunque provvisorio», appunto la rete a protezione da caduta di detriti dal soffitto che costa 21mila 400 euro e «altri interventi indicati come vincolanti», quali «il puntellamento delle travi in cemento armato a copertura del piano interrato».

L’unica sicurezza

Ora l’unica sicurezza sono i rimborsi: ci si deve rivolgere alla cassa della piscina con ricevuta, documento di identità, codice fiscale e autocertificazione di potestà genitoriale. Invece per il project financing, dopo due consulenze specifiche, nonostante gli annunci di Cassani, non si può procedere secondo programmi. E i tempi si allungano.