Gallarate La città vuol salire di un piano

La Prealpina - 12/12/2018

Case e palazzi potranno alzarsi di un piano e, così, ampliarsi a vantaggio abitativo dei figli dei proprietari. Ecco la mossa per rinnovare gli edifici più vecchi ed energivori e per ridisegnare il volto di Gallarate. È l’idea che l’architetto Massimo Giuliani, alla guida del pool di estensori del nuovo Piano di governo del territorio, ha elaborato per ridare slancio a un settore — quello dell’edilizia — che negli ultimi anni ha frenato in modo preoccupante. E allora, per unire a questa anche la necessità di rigenerazione urbana, legata alle esigenze di efficientamento energetico in una «città che invecchia a livello di qualità dei manufatti edilizi», Giuliani & C. si sono inventati un mini “Piano casa” gallaratese che renda veramente conveniente, al di là dei vantaggi fiscali che già la normativa nazionale sulle detrazioni consente di ottenere, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio privato.

Sì, perché gli incentivi volumetrici adottati in passato (nell’attuale Pgt il limite massimo è del 15 per cento della superficie interessata dagli interventi) non hanno portato gli effetti sperati, così la nuova variante firmata dall’amministrazione di centrodestra intende proporre misure ben più drastiche per invogliare a tornare a costruire, riqualificando gli immobili esistenti. E per affrontare concretamente «il problema dell’efficientamento energetico», necessario per abbattere lo smog: oggi i parametri stabiliti per legge vengono rispettati soltanto dalle nuove costruzioni, «che però non superano il 3 per cento del totale – sottolinea l’architetto pavese – e il restante 97 per cento degli edifici? O si demoliscono o si punta su interventi di recupero autosostenibili».

Per tradurre questo proposito, le regole inserite nella seconda variante generale al Pgt prevedono nuove forme di incentivazione. Da un lato, «un bonus volumetrico del 35 per cento rispetto all’esistente, per edifici fino a due piani fuori terra». Un incentivo significativo, che verrà concesso per interventi di adeguamento igienico-sanitario, di riduzione delle emissioni in atmosfera e di efficientamento energetico, ma anche «per nuove esigenze del nucleo familiare». L’appartamento in più per i figli che si vogliono sistemare, insomma, non sarà più un miraggio, ma potrà essere realizzato come ampliamento alle case esistenti. Per gli edifici con più di due piani fuori terra, invece, soltanto in caso di efficientamento energetico e riduzione dei consumi, sarà permesso tirar su un piano in più: «Sopralzare con strutture leggere, a esempio in legno, con una bella architettura» spiega l’architetto Massimo Giuliani, secondo il quale può anche essere un’opportunità per rinnovare dal punto di vista estetico la città. «Gallarate ha osato molto sull’architettura contemporanea, creando grazie a questo coraggio una sua identità, che è diversa da quella di molte altre città lombarde. È un elemento che può essere sviluppato per la rigenerazione urbana di tanti edifici sorpassati».

L’amministrazione ci spera. Anche perché il rilancio dell’edilizia porta oneri di urbanizzazione.

 

Case vecchie che creano smog

Gallarate invecchia, anche dal punto di vista edilizio. Per il 70 per cento circa il patrimonio edilizio è costituito da immobili che hanno oltre quarant’anni di età. La maggior parte, il 35 per cento, è stata costruita tra il 1962 e il 1981, mentre quelli realizzati dopo il 2005 rappresentano meno del 20 per cento.

Anche gli edifici pubblici scontano questo problema. Su 103, più di 80 hanno un’età superiore ai 10-15 anni, pari a oltre i quattro quinti delle superfici di proprietà pubblica.

Il problema della vetustà si riflette sui consumi energetici per il riscaldamento invernale: per l’80 per cento sono da attribuire al patrimonio edilizio residenziale che ha più di trent’anni, soprattutto gli edifici che risalgono periodo 1962-1981, quando la certificazione energetica era concetto sconosciuto. Di questi, il 17 per cento ha ancora un impianto di riscaldamento alimentato a gasolio e contribuisce in modo notevole all’inquinamento da polveri sottili.

Ecco perché il Pgt introdurrà forti incentivi alla realizzazione di interventi di riduzione delle emissioni e di efficientamento energetico, come il bonus volumetrico fino al 35 per cento per gli edifici fino a due piani e la possibilità di aggiungere un piano in più, della stessa superficie massima di un piano esistente, a quelli con più di due piani, in deroga al parametro edilizio dell’altezza massima, come incentivo. Se ne discuterà ancora oggi alle 18 in sala consiliare a Palazzo Broletto, con il terzo round in commissione Territorio dedicato al Piano delle regole del Pgt.