Gallarate «Invece noi terremo le quote» Cassani punta sul valore politico

La Prealpina - 30/08/2017

Il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, la butta lì quasi fosse niente e invece è tanto: «Nella graduatoria dei soci di Sea siamo il quarto ente pubblico. Beh, se Provincia di Varese e Comune di Busto Arsizio vendessero le loro quote come sta accadendo, diventeremmo il secondo dietro al Comune di Milano». L’azionista di maggioranza (54,81 per cento) della società di gestione di Malpensa e Linate. Tuttavia la scalata rimanendo immobili al primo cittadino non interessa: lui si tiene stretto lo 0,04 per cento dei gallaratesi e invita il collega Emanuele Antonelli a fare altrettanto con lo 0,055 dei bustocchi.

Già, Palazzo Borghi ha la sua fetta di Sea. Più contenuta sul fronte economico rispetto a quella di Palazzo Malinverni, però parimenti pesante sotto il profilo politico nel rapporto con la governance societaria. Perché avere una o un milione di azioni dà identico diritto di parola in assemblea. E con le sue 100mila cedole Gallarate vuole continuare a essere interlocutore privilegiato di chi gestisce Malpensa: la fonte economica più importante del territorio.

«Al di là del fatto che essere soci Sea porta dividendi – quelli degli ultimi sei anni ammontano complessivamente a 150mila euro – a Gallarate ci sono migliaia di residenti che lavorano a Malpensa o nel suo indotto», va al punto Cassani. «Dunque, non è nostra intenzione privarci delle quote. Perché è fondamentale restare nell’azienda e, a guardare bene, lo è anche per la Provincia». E dovrebbe esserlo pure per Busto. «Anzi, visto che l’aeroporto è qui, il Varesotto deve tornare ad avere un rappresentante nel consiglio di amministrazione».

È appunto il valore simbolico a fare la differenza. In via Verdi potrebbe arrivare mezzo milione di euro o giù di lì da un’eventuale vendita, ma non cambierebbero le sorti della città. «Se dovessi ragionare da politico preso per la gola dalle difficoltà economiche, è ovvio che sarebbe meglio fare cassa», aggiunge il sindaco leghista. «Ma non lo faremo né cadremo in tentazione. Eppoi, sotto la giunta di centrosinistra ci siamo già privati di tante partecipazioni: noi non porteremo avanti la stessa linea».

È allora sulla linea di Marco Reguzzoni che si colloca Cassani? Non proprio. C’è un netto distinguo da parte del primo cittadino nei confronti dell’ex leghista: «Non dovrebbe dare lezioni agli altri chi è andato a Roma con il chiaro intento di salvare Malpensa in qualità di capogruppo parlamentare di un partito di maggioranza e non ha ottenuto nulla. A Reguzzoni si addice di più il ruolo attuale, cioè farsi i selfie con Rovazzi a Volandia».