Gallarate In centro con i tacchi

«Parlo da donna, spesso con i tacchi. Se via Mazzini diventasse l’accesso al centro storico, lascerei volentieri lì la macchina per fare una passeggiata, perché diventerebbe comodo e vicino. A oggi invece le persone preferiscono fare quattro volte il giro piazza Garibaldi». L’ultima commissione alle Attività produttive, a lungo invocata dall’opposizione, è diventata un’opportunità per sentire l’assessore alla partita, Claudia Mazzetti, su uno dei temi più caldi di questo inizio 2018. Non più soltanto discussioni, ma un’espressione istituzionale all’interno di un organismo consiliare che certifica la volontà di «studiare una possibile sperimentazione».

Gli studi

Interrogata dal consigliere di opposizione Carmelo Lauricella (Partito democratico), la signora del commercio non si è tirata indietro e ha fatto un punto della situazione sull’inversione di senso di marcia sia in via Mazzini sia in via Trombini. «Non vogliamo fare qualcosa soltanto perché ci siamo svegliati un giorno con questa idea», specifica l’assessore. «Verranno fatti degli studi viabilistici a riguardo e capiremo come attuare una sperimentazione». Mazzetti non ha dubbi sulle ragioni che hanno portato all’attuale viabilità del centro storico, spiegando come non si tratterebbe di andare a rinnegare le scelte fatte in passato da una maggioranza di centrodestra. «Quando è stato disegnato così il senso di marcia si dovevano portare gli utenti a capire quale fosse la Zona a traffico limitato. Per questo si è scelto di rendere via Mazzini l’uscita, piuttosto che l’entrata».

Il grido

Ora, però, sarebbe tutto diverso. «Ormai è chiaro quale sia l’area pedonale», prosegue la componente della giunta Cassani. «Per questo vorremmo poter far fronte al grido dei commercianti che si sentono emarginati. Ci sono parcheggi, in via Mazzini che restano vuoti, perché le persone preferiscono fare quattro volte il giro di piazza Garibaldi per trovare un posto. Ma se ci fosse l’accesso a questa strada, verrebbero valorizzati i commercianti di quella zona». E anche in via Trombini «gli esercenti vogliono il passaggio delle auto, perché sono convinti che agevolerebbe il commercio».

Eventi e decoro

Non solamente viabilità, ma anche eventi ed elementi attrattivi. In tal senso si inserisce l’idea di un’installazione, in piazzetta Ponti, per il periodo di San Valentino. «Dipende molto dal meteo. Non può esserci troppo freddo. Ci siamo ispirati a quanto è stato fatto a Londra. Vediamo se riusciamo a riprodurlo anche qui». Un assist di Mazzetti, questo, al consigliere di opposizione Rocco Longobardi (La nostra Gallarate 9.9), che ha avanzato le sue proposte per dare una svolta alla città contro il degrado: «Vicolo della Pretura è diventata la strada più brutta di Gallarate, ma si può invertire la rotta». Per farlo, spazio all’arte. «Si mettano dei pannelli, si faccia un concorso di artisti e writer che rendano tutto più bello», incalza il 9.9. «Vanno bene gli eventi, come quelli organizzati con il Naga. Ma il fatto che l’associazione dei commercianti abbia vinto l’Oscar in Regione per la Fidelity Card va valorizzato. Serve qualcosa di sistematico, in una politica di marketing».

Il piano marketing

Parole riprese anche dal presidente del consiglio comunale, Donato Lozito: «Sento proposte interessanti e da prendere in considerazione: chiedo che vengano portate nel Distretto urbano del commercio per trovare un piano generale di marketring che non sia ad episodi, ma complessivo, anche nei rioni». Dal canto suo Mazzetti si dice disponibile al dialogo anche perché «sono la prima alla quale i graffiti danno fastidio».

Convenzione canile

Tutti argomenti, questi, rientrati nelle punto tre all’ordine del giorno: “varie ed eventuali”. In una seduta della commissione convocata dal presidente Germano Dall’Igna (Forza Italia) che, come argomento forte e unico, aveva “l’accoglimento istanze da parte dei nuovi Comuni per l’utilizzo del canile e approvazione della convenzione”. Una convenzione che è stata approvata a maggioranza, con i soli gruppi di Città è Vita e Partito democratico che si sono astenuti per aggiornare gli altri membri.