Gallarate Il mercato di Forte Marmi divide Ascom e assessore

Sembra proprio che il Mercato di Forte dei Marmi non lo voglia nessuno. Il «no» secco pronunciato da Anva e Mercanti dei 7 Laghi, rappresentati dal presidente Carlo Belletta, non è stato l’unico muro contro il quale ha sbattuto una proposta tutt’altro che prossima alla realizzazione. Ancora non si sa quando e se effettivamente arriverà a Gallarate l’offerta ambulante tra le più rinomate dell’artigianato, soprattutto vestiario: un’eccellenza del Made in Italy. Il dialogo tra gli organizzatori e l’assessore alle Attività produttive, Claudia Mazzetti, proseguirà nelle prossime settimane. Quello che appare certo, però, è la grande chiusura da parte di Delio Riganti. Il quale da presidente di Ascom difende i commercianti gallaratesi. Il suo parere, affidato al web, è perentorio: «Basta con questo Mercato di Forte dei Marmi. Ogni volta che c’è un cambio di amministrazione a Gallarate viene riproposto. Ascom è contraria e non lo accetterà mai».

Chi invece casca dal proverbiale pero è il consigliere comunale Germano Dall’Igna (Forza Italia), presidente della commissione Attività produttive, che è ignaro di questa ipotesi. «Ammetto la mia ignoranza sull’argomento», spiega. «Ecco perché mi piacerebbe sempre un maggior coinvolgimento nel mio ruolo istituzionale e anche della commissione dove ascoltare le opposizioni e non dare soltanto prese d’atto. L’esecutivo può sempre, in piena autonomia, tenere in considerazione o no proposte e osservazioni». Comunque, come Ascom, anche Dall’Igna non pare del tutto convinto della bontà dell’idea: «Uno dei settori più in crisi è proprio l’abbigliamento e le calzature, vittima della concorrenza con la grande distribuzione. Diverso è per ristorazione e bar, sebbene ora tutti si rivelino nutrizionisti fai da te. Non è facile, ma dobbiamo avere come priorità il potenziamento del commercio di vicinato con la diminuzione di tasse come Tari, Tasi, Tosap».

E Mazzetti che ne pensa? Risponde soprattutto a Riganti: «La sua battaglia è comprensibile, tuttavia ci pare di retroguardia. Perché tra i suoi associati non annovera esclusivamente negozi di abbigliamento o ambulanti. Quelli di Forte dei Marmi, tra l’altro, vendono prodotti – per stessa ammissione degli operatori presenti in commissione – di qualità superiore rispetto all’offerta di via Torino, che resta comunque una delle migliori della provincia». Non solo. Incalza l’assessore: «Siamo ben consapevoli delle nuove normative regionali. Ma come vengono fatte le sagre delle ciliegie, che sicuramente danneggiano i fruttivendoli, non mi pare così scandaloso che una volta all’anno, nel nostro caso la prima volta in assoluto, ci sia una vendita di prodotti d’eccellenza del Made in Italy appartenenti al consorzio originale di Forte dei Marmi». Un successo ogni volta che è stato organizzato, come testimoniano città come Legnano. «Siamo convinti che la concorrenza, in tal caso positiva, sproni tutti a far di più e sicuramente ne gioverà la città. A noi risulta che a Sesto Calende e a Tradate, recentemente, siano stati fatti mercatini nemmeno con il circuito originale. Lì Ascom dov’era? Le andava bene?».