Gallarate «Il Casermone sarà ceduto»

«La sfida alla quale siamo chiamati ci porterà a ridisegnare due piccole cittadine all’interno della città». Questa frase del sindaco Andrea Cassani potrebbe essere il titolo di una commissione Ambiente e Territorio che ha visto diversi elementi destinati a far discutere e che preannuncia un consiglio comunale, molto probabilmente il prossimo 23 novembre, molto partecipato. Perché le linee di indirizzo della nuova variante al Piano di governo del territorio, ieri, sono state approvate. Perché non erano presenti i consiglieri di Libertà per Gallarate, Luca Carabelli e Luigi Fichera, ufficialmente per motivi di lavoro precedentemente comunicati al presidente dell’organismo consilaire, Corrado Canziani. Perché Edoardo Guenzani (Città è Vita) ha sposato in pieno il progetto del centrodestra e senza la minima remora ha votato favorevolmente.

Due cittadine

Dopo la relazione iniziale dell’assessore Alessandro Petrone (Urbanistica), ha voluto prendere la parola Cassani per una notizia che potrebbe affidare al centrodestra una grande responsabilità e opportunità. Ha detto il sindaco: «Il 4 dicembre a Roma si discuterà il documento che decreta la volontà concreta di far partire l’iter che porterà alla cessione, da parte del ministero alla Difesa, di gran parte dell’area dell’ex casermone dell’Areonautica, facendola passare al Demanio». Una porzione di terreno che, come anticipato dal capo della giunta, rappresenta quasi una cittadina da ridisegnare e valorizzare. E la seconda? Quella sarebbe la zona dell’attuale ospedale Sant’Antonio Abate. Là dove Leonardo Martucci (Forza Italia) ribadisce a gran voce la volontà di realizzare «un grande parco cittadino». Un’altra polis greca, dunque, in attesa di capire cosa ne sarà dell’ex deposito delle Ferrovie dello Stato in via Pacinotti. «Ci siamo incontrati con i vertici di Fs», riprende il primo cittadino. «Anche da parte loro c’è la volontà di raccogliere le idee e, una volta capita anche l’appetibilità di quegli spazi, passare a una soluzione concreta. Che sia la riqualifica o l’abbattimento: ma così non si può andare avanti».

Maggioranza con riserva

I presenti prendono nota, a tratti con stupore. Qualcosa si muove e può farlo in una direzione che mette d’accordo tutti. Almeno tutti i presenti. A mancare all’appello sono i ferrazziani. Nessuno pensa sia una mossa politica, nessuno a parte Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia): «Auspico che in consiglio comunale votino a favore. Se così non fosse, sarebbe l’uscita definitiva dalla maggioranza». Resta una voce singola, ma è una voce ferma. È presto per dire se si prospetta un nuovo scossone dopo la pace ritrovata. Martignoni non esclude nulla e anzi rilancia: «Ora mi aspetto anche fatti concreti».

Subito sì

Le opposizioni non sono silenti, anzi. Ringraziano per l’ascolto dato. Nel testo votato ci sono alcuni tentativi di venire incontro alle modifiche proposte da Partito democratico, Città è Vita e La nostra Gallarate 9.9. La sburocratizzazione promossa come semplificazione degli attuali patti con il Parco del Ticino piace. Ma ora si attendono i fatti. Per questo sia il Pd sia i 9.9 hanno preferito astenersi in commissione rimandando al consiglio comunale la decisione definitiva. Non CèV, però. Guenzani ha voluto dire subito sì al progetto del centrodestra, perchè «vengono analizzati tutti i problemi di un Pgt, abbiamo letto le integrazioni e non possiamo non condividerle anche per le aggiunte sulla sburocratizzazione favorendo un rapporto tra cittadino e funzionari del Comune».