Gallarate – Gli impressionisti al Maga Forte segnale di rinascita

La Prealpina - 14/01/2021

se i musei potessero presto riaprire? Sarebbe un sogno per il Maga che ha messo in cartello una stagione con i fiocchi e organizza il nuovo polo culturale come fiore all’occhiello della città.

Le tinte luminose

Il 2021 parte con un forte messaggio di fiducia dalla Fondazione intitolata a Silvio Zanella e presieduta da Sandrina Bandera. La ripartenza ha le tinte luminose degli Impressionisti visto che l’evento principale del 2021 s’intitola “Impressionisti, alle origini della modernità”. Dal 12 marzo al 5 settembre si potranno vedere 180 opere dei maggiori esponenti della pittura francese e italiana del secondo Ottocento, da Gericault a Courbet, da Manet a Renoir, da Monet a Cézanne a Gauguin, a Boldini e De Nittis. I quadri provengono da collezioni pubbliche e private italiane e francesi e forniscono al visitatore uno spaccato davvero interessante di una delle correnti pittoriche più amate e conosciute. Il Maga si assume un impegno importante con questa mostra e riesce nell’intento di portare a Gallarate opere importanti grazie al sostegno del Comune e di alcuni sponsor quale Ricola, da tempo a fianco del museo di vile Milano.

Polo di arte e di sapere

La carta vincente del Maga è il suo essere sempre attento alle dinamiche che cambiano. Proprio per questo nascerà qui il progetto – voluto dall’amministrazione del sindaco Andrea Cassani – di polo culturale. In un primo momento la prospettiva pareva un modo per depotenziare un museo che ha in se stesso le sue peculiarità. Le esperienze che stanno nascendo anche in altre parti d’Italia e d’Europa fanno invece essere ottimisti. Il museo gallaratese diventa così polo di arte e di sapere in città coinvolgendo tutte le discipline della creatività umana, dalla musica al design, dall’architettura alla moda. In questo modo vengono poi aumentati gli spazi aggregativi, pensati specificatamente per i giovani con una linea di ricerca particolare sul mondo digitale. Fiorirà al Maga un nuovo concetto di città che avrà come cifre dominanti la cultura, l’accoglienza, il confronto. ll tutto nel rispetto attuale delle normative anti covid con iniziative che rispettano i criteri stabiliti dal governo nella speranza che si possa presto essere di nuovo in totale presenze così da realizzare il sogno di chi non vede l’ora che si possa tornare alla normalità.

Le radici e il futuro

Il programma, comunque, va avanti. In primavera, oltre agli impressionisti e alle normali attività del museo, prenderanno vita le prime iniziative della rete “Archivi del Contemporaneo. Lombardia terra d’artisti” di cui il Maga è capofila e nascerà l’Academy Young. D’estate ci sarà il Maga Estate mentre in autunno sono già state messe in programma due importanti esposizioni, quella di Ottonella Mocellin e di Nicola Pellegrini con il sostegno di Italian Council e la 26esima edizione del premio nazionale di arti visive Città di Gallarate, l’ennesima dimostrazione che il museo ha le radici ben piantate nell’humus nella città ma guarda avanti e affronta le sfide della modernità, Sperando di poterle vincere.