Gallarate «Dobbiamo orchestrare la svolta del commercio»

La parola chiave è: «Orchestratore». Il metodo per trasformarla in pratica è: «Contaminare». Ecco il nuovo corso di Ascom Gallarate-Malpensa indicato, all’indomani della sua nomina per acclamazione, del neopresidente Renato Chiodi. Il quale, proprio come anticipato settimana scorsa su queste colonne, prende il posto dell’uscente Delio Riganti che lascia il vertice dell’associazione dei commercianti dopo due mandati consecutivi. In buona sostanza, con la seduta di lunedì sera, nella sede di viale dell’Unione europea 14, l’assemblea dei 37 fiduciari dà ufficialmente concretezza al passaggio di consegne preparato nel tempo e apre a un cambio di strategia condiviso. Puntando su un associato di 53 anni che, oltre a essere stato vicepresidente negli ultimi cinque anni, è titolare della Sommese Petroli (azienda con deposito di olii minerali a Somma Lombardo e rete di stazioni di servizio tra Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta), presiede Tre.Ci Servizi ambientali srl (società di Confcommercio), guida il Collegio dei revisori di Uniascom Provincia di Varese e il Consiglio di sorveglianza di Ascomfidi Varese.

Insomma, Chiodi, è uomo Ascom a tutto tondo. Come si sente, dunque?

«Un po’ bersagliato. Non sono abituato a questo tipo di attenzione».

Normale. Da vicepresidente c’era meno esposizione. Ma non se lo aspettava: in questa tornata era l’unico candidato alla presidenza?

«Diciamo che è stato un passaggio accompagnato».

In che senso?

«Nel senso che siamo un gruppo di lavoro molto affiatato. Nel mandato appena concluso si è arrivati a capire che era il momento di attuare un cambiamento. Per altro, tutti i passi sono stati condivisi».

Quale sarà il cambiamento che lei è stato chiamato a guidare?

«Sarà ad ampio raggio. Intendo che, ora più che mai, sia necessario trasformare l’associazione in uno strumento efficace per fare cambiare la mentalità agli associati. Il principale obiettivo che mi sono dato, e che condivido con l’assemblea che mi ha eletto, è di fare il possibile per sviluppare la cultura di impresa».

Ci spieghi come.

«Uso una metafora. La stessa usata l’altra sera in assembla».

Prego.

«Negli ultimi anni sono cambiate tante cose. Anche la figura dell’imprenditore: siamo passati dal tradizionale capitano d’impresa (conosco il prodotto, valuto il rischio, gestisco l’attività) a quella dell’imprenditore orchestratore. Non direttore d’orchestra che gestisce le risorse assegnate e segue lo spartito. Ma orchestratore che modifica e mischia le risorse e dà un’interpretazione creativa dello spartito. Noi Ascom, allora, dobbiamo fare in modo di connettere imprese, persone e informazioni affinché si contaminino tra loro. No solo…».

Ma anche?

«Dobbiamo uscire dall’autoreferenzialità e copiare da chi in questi anni di disastro ce l’ha fatta. Dobbiamo far dialogare chi è riuscito a competere sul mercato con chi soffre e ha una cultura un po’ vecchia».

Un esempio concreto.

«Abbiamo la cooperativa dei fidi che favorisce il credito. Bene. Anzi, benissimo. Però oggi non c’è bisogno soltanto del credito, c’è bisogno anche e soprattutto della conoscenza del modo di porsi con le banche. Serve una cultura finanziaria. Sarebbe bello, quindi, proporre un sistema di valutazione dell’impresa che vada oltre il rating di Basilea e si basi pure sui criteri soggettivi legati all’imprenditore stesso. Poiché il valore vero è la cultura d’impresa. Tuttavia da soli, senza adeguato sostegno, i commercianti non possono essere onniscienti a 360 gradi. Il cambiamento è complicato, però è l’unica via».

Sicché si cambia. E a Gallarate finora cosa c’è stato?

«Ascom fino a oggi è stata un ottimo direttore d’orchestra, è cresciuta molto, ha realizzato una sede nuova. In un periodo storico terribile».

Questo l’associazione. Mentre il commercio gallaratese?

«Ha sofferto e sta soffrendo ancora come ovunque. Perché è appunto necessario un rinnovamento. Deve avere una marcia in più e riscoprire il valore etico dell’imprenditore».

Cioè?

«I commercianti si dedicano al lavoro senza sosta. Dobbiamo ribadirlo sia con l’amministrazione comunale sia con le altre associazioni sia con la scuola. Con quest’ultima vorrei aprire una collaborazione. Noi possiamo trasmettere il senso di uno stile di vita che è abnegazione, gli studenti possono insegnarci il nuovo modo di pensare e le nuove tecnologie».

Del Distretto urbano del commercio che dice?

«Sempre più fondamentale. Il punto in cui si rende operativa la collaborazione tra amministrazione e associazione. Imprescindibile. Con il Duc si intrecciano le richieste del territorio alle esigenze del commercio».

Infine, l’amministrazione comunale.

«Ascom rinnova la più ampia collaborazione con tutte le amministrazioni del mandamento e in particolare con quella di Gallarate».

 

Nominati anche i quattordici del Direttivo

Il rinnovamento dei vertici di Ascom emerge dall’Assemblea dei 37 fiduciari, a sua volta rinnovata lo scorso mese, celebrata lunedì sera nella sede di via dell’Unione europea 14. Renato Chiodi, unico candidato al ruolo, viene eletto presidente per acclamazione. Con lui è nominato anche il nuovo Consiglio direttivo dell’associazione di categoria.

Quest’ultimo è formato da 15 fiduciari, compreso il presidente che ne nomina 7 (la sua squadra) . Gli altri 7 sono eletti con votazione dall’Assemblea. Il Direttivo è ora così composto: Marco Banfi, Milena Betto, Stefania Brogioli, Stefano Calzavara, Giordano Ferrarese, Marilena Garzolino, Marco Introini, Marco Limbiati, Roberto Lopresti, Fabio Lunghi (è presidente della Camera di Commercio di Varese), Angelo Merlo, Tiziana Merlotti, Carlo Pisan e Andrea Tasca, ai quali si aggiunge il neopresidente Renato Chiodi.

La prossima settimana si concluderà la lunga fase elettorale. Saranno, all’interno del medesimo consiglio, definite le cariche di giunta (i vicepresidenti) e le cooptazioni.