Gallarate Consumo suolo a zero E ritorno dell’agricolo

La Prealpina - 27/11/2018

Sviluppo sì ma no alla cementificazione. È questa la filosofia del piano di governo del territorio (Prg). Per averne dimostrazione pratica basta partecipare al primo dei quattro incontri della commissione consiliare Territorio in programma domani in municipio.

Bilancio ecologico

Il dato che balza all’occhio lo capisce anche un non esperto. Si legge a pagina 90 del documento di piano: «È previsto un ritorno alla destinazione agricola di 709.880 metri quadrati». Ciò per andare addirittura oltre il cosiddetto Bilancio Ecologico determinato dal confronto tra le superfici non edificabili del Pgr del 2011 e quelle dell’attuale, nel rispetto del consumo di suolo pari a zero stabilito dalla normativa regionale. Insomma, il terreno è un bene prezioso, quindi non deve essere consumato. Ciò però non deve essere inteso come uno stop assoluto sullo sviluppo. Nello stesso capitolo del documento di piano si specifica che, considerando l’Area strategica per lo sviluppo economico della città, il saldo resta comunque positivo, «avendo un ritorno agricolo di 434.666 metri quadrati».

Le regole d’ingaggio

Di questo e di molto altro ancora si parlerà nella seduta di commissione di domani, momento di confronto presieduto dal leghista Corrado Canziani. È l’assessore di Forza Italia Alessandro Petrone, allora, a far presente che la prima tappa del dibattito sulla variante di Pgt sarà incentrata proprio sui temi ambientali. Salvaguardia del territorio, quindi, ma pure incentivi volumetrici per chi saprà mettere in campo interventi moderni anche dal punto di vista ecologico, per esempio con l’efficientamento energetico dei progetti. Una nuova città deve prendere forma, negli scopi degli estensori, con un volto del tutto nuovo e rispettoso dell’ambiente. Ciò significa aver ben chiare le regole d’ingaggio, cioè il rispetto dei parametri ambientali, pur tutelando lo spirito d’iniziativa e il rilancio di Gallarate.

Intercettare la ripresa

A tale proposito non bisogna dimenticare che nella strategia di piano c’è l’intenzione di valutare con gli enti superiori, ovvero Regione, Provincia e Parco del Ticino, di intercettare la ripresa tramite un importante ambito di trasformazione in prosecuzione dell’area industriale allo Sciarè, vicino al confine con Busto Arsizio. È lì che potrebbero trovare sede ideale insediamenti logistici, ricettivi e produttivi, proprio perché il boom di questi ultimi mesi di Malpensa ha portato gli investitori a buttare gli occhi sull’area di Gallarate. Quale migliore zona di quella che sta in fondo al famoso Peep, in prossimità del futuro peduncolo della 341? Ecco, è in questa zona che potranno trovare spazio nuovi insediamenti, a patto che siano compatibili con le aspettative degli enti superiori. «È nostro dovere – scandisce l’assessore – intercettare la ripresa».

Opere accessorie

Non bisogna, poi, dimenticare che la Regione ha proprio nei giorni scorsi ribadito che andrà avanti nella progettazione e realizzazione dell’ospedale unico Busto-Gallarate. Ciò significa la predisposizione di tutta una serie di opere accessorie che siano in grado di dar vita a un polo sanitario di altissimo livello. Questo il Comune lo sa e ha mantenuto il Pgt aperto su questo punto. Pur nel rispetto, come si diceva all’inizio, delle prospettive ambientali.